Il Tirreno

Pisa

scuola: sos della provincia 

Emergenza aule, all’appello rispondono quattro privati

Danilo Renzullo

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PISA. Due immobili nel comune di Pisa, due sul territorio di San Giuliano Terme. Sono quattro i privati che hanno risposto all’avviso pubblico della Provincia di Pisa per la ricerca di strutture utili a sanare le criticità dell’edilizia scolastica cittadina e far fronte all’emergenza di aule e di spazi che annualmente si propone negli istituti superiori.

All’avviso pubblicato dall’ente di via Nenni lo scorso 10 febbraio hanno risposto quattro privati che hanno messo a disposizione i propri immobili (due a Pisa e due a San Giuliano Terme) per collaborare alla soluzione di un problema, quello degli spazi, diventato particolarmente critico quest’anno con tre scuole, Buonarroti, Dini e Carducci, che hanno dovuto rivoluzionare gli orari e le attività didattiche per far fronte alla mancanza di un numero adeguato di aule per ospitare tutta la popolazione scolastica. All’avviso non ha risposto nessun ente pubblico.

L’obiettivo della Provincia è «verificare la disponibilità di più immobili da acquisire o assumere in locazione con destinazione ad attività didattica degli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore presenti sul territorio di Pisa».

Ciò avverrà già dai prossimi giorni, quando i tecnici inizieranno a valutare le offerte pervenute e, attraverso una serie di sopralluoghi, a verificare le condizioni degli immobili, sia da un punto di vista strutturale che di specifiche tecniche.

L’avviso pubblicato dall’ente chiede infatti di soddisfare «il quadro esigenziale» elaborato dalla Provincia di Pisa in base alle necessità delle singole scuole. L’immobile o gli immobili proposti dai singoli proprietari, in particolare, dovranno essere in grado di ospitare 68 aule per un massimo di 1.700 studenti. Devono inoltre possedere altri locali da adibire a laboratori (almeno otto) e sale riservate ai docenti (almeno sette). Dopo le necessarie verifiche e valutazioni, la Provincia procederà (se lo stato delle strutture proposte soddisfa i criteri richiesti) alla stipula del contratto che prevede una durata di sei anni (prorogabile) per ottemperare alle crescenti necessità degli istituti superiori e ad un’emergenza, quella della mancanza di aule, aumentata con la pandemia e la rinnovata necessità delle scuole di avere maggiori spazi a disposizione. Periodo, quest’ultimo, che sarà impiegato per una soluzione definitiva: dalla probabile ristrutturazione e adeguamento del complesso scolastico Concetto Marchesi alla costruzione di una o più nuove scuole da destinare agli istituti superiori.

Danilo Renzullo

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