Sicurezza
Angori: «Ripartiremo da scuola, sanità e sociale»
«Due venerdì al mese sarà attivato lo sportello di ascolto in piazza e daremo vita, in collaborazione con i medici di base, alla Casa della Salute»
Daniele Benvenuti
Vecchiano. Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si vota per eleggere il nuovo sindaco di Vecchiano. Tre i candidati a sindaco in lizza: il primo cittadino uscente Massimiliano Angori, che guida la lista “Insieme per Vecchiano”; Vincenzo Carnì, già candidato cinque anni fa, che si presenta con la lista “Un cuore per Vecchiano”; e Roberto Sbragia, con “Vecchiano Civica”.
A tutti i candidati abbiamo posto le stesse dieci domande.
Ecco le risposte alle domande del Tirreno di Massimiliano Angori, sindaco uscente, di “Insieme per Vecchiano”.
Che risposte ha avuto e sta avendo dalla campagna elettorale?
«Le risposte sono buone: molto partecipati gli incontri con le associazioni, con il tessuto sociale, con il mondo dell'associazionismo sportivo che abbiamo effettuato in quest'ultimo periodo. Numerosi cittadini inoltre hanno preso parte al mio ricevimento “Incontriamoci in Piazza”, che ho svolto in questo ultimo mese e mezzo a Vecchiano in piazza Garibaldi e nelle frazioni. Un appuntamento che suggella il rapporto costante che ho avuto con la comunità in tutti questi 5 anni».
Quali le 3 priorità della sua lista?
«Le 3 S del buon governo di Vecchiano, come tradizione: scuola, sanità e sociale saranno gli obiettivi e le priorità. Ecco perché sono al primo punto del nostro programma che guarda al 2026. Partiremo pertanto dai bisogni del cittadino, attivando, in collaborazione con il terzo settore, due venerdì al mese in occasione del mercato settimanale, lo sportello in piazza, un punto di ascolto capace di raccogliere e indirizzare diverse forme di disagio e criticità. Metteremo a punto la progettazione di nuovi poli scolastici. Attueremo, in collaborazione con i medici di base, il progetto della Casa della Salute a Vecchiano all’interno del distretto sanitario (ex ospedaletto). Tale progetto sarà in sintonia con le politiche dei comuni del Lungomonte al fine di realizzare una comunità socio-sanitaria».
Interventi e tenuta sociale in tempo di pandemia: come si muoverà?
«Proseguiremo sulla strada già tracciata: interverremo per le famiglie in difficoltà, con un occhio di riguardo a quei nuclei dove sono presenti soggetti fragili e disabili. In più è intenzione realizzare progetti ad hoc che mirino alla conciliazione dei tempi di vita/lavoro soprattutto a beneficio delle donne e madri lavoratrici».
Sul tema della sicurezza come caratterizzerà la sua azione?
«Continueremo a mettere a punto le sinergie sia con la Regione sia con le istituzioni statali che hanno garantito da una parte la realizzazione dei rafforzamenti arginali del Serchio, sia dall'altra, per quanto concerne prefettura e questura, la messa a punto di numerosi blitz per combattere la microcriminalità e lo spaccio di stupefacenti. Intanto proseguiremo con la realizzazione delle sede distaccata della polizia municipale a Migliarino e con il nuovo progetto della caserma dei carabinieri a Vecchiano. Andremo avanti anche con tutti i progetti legati a una sempre maggiore sicurezza della viabilità».
Commercio, attività economiche e produttive: come intende tutelarle/rilanciarle?
«Partendo dalla ricostruzione di una forte sinergia con il Centro commerciale naturale locale che rilanci l'economia delle attività di vicinato. La pandemia ha dimostrato se, mai ce ne fosse bisogno, che siamo una comunità coesa e resiliente, e anche le piccole attività hanno fatto la loro parte in tal senso, facendo anche molta solidarietà».
Ambiente: il rapporto del territorio con il Serchio? E le ex cave?
«Il Serchio è croce e delizia per Vecchiano; adesso con gli interventi messi a punto dalla Regione nella zona di Nodica e Migliarino e la imminente partenza dei lavori in località Cortaccia ad Avane, tutti per il rafforzamento arginale, abbiamo dato una risposta attesa a queste problematiche del territorio. Lavoreremo adesso per il rafforzamento con tempi di ritorno duecentennali. Per le ex cave, si parte senz'altro da quella di San Frediano. È nostra intenzione chiudere l'accordo con Asbuc, prevedendo un intervento di riduzione del rischio nella zona, totalmente a carico del Comune».
Il rapporto e le richieste all’Ente Parco?
«Un rapporto sempre di assoluto dialogo; è adesso imprescindibile rafforzare la sinergia e creare a Vecchiano la cosiddetta Porta del Parco, rendendo il nostro territorio sempre più turisticamente e paesaggisticamente allettante, dal momento che è per gran parte nella riserva naturale del Parco stesso».
Un’infrastruttura che vorrebbe fare, fondamentale per il territorio
«Vedere al più presto il completamento della rotatoria della Baccanella che la Provincia ha recentemente avviato, e definire, insieme a Provincia e Comune di San Giuliano Terme, la questione relativa al ponte di Ripafratta. Ci stiamo già lavorando».
Cosa avrebbe voluto fare e non è stato possibile
«Avremmo voluto lavorare maggiormente in chiave di programmazione urbanistica al nuovo piano strutturale e al piano operativo: lo scoppio della pandemia non ce lo ha concesso ridefinendo l'agenda. Adesso proseguiremo il lavoro».
La prima cosa che farebbe in caso di rielezione
«Un saluto istituzionale, che avevamo già fatto dopo la prima ondata, a tutti i morti per Covid-19».
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