Sicurezza
Pisa, spacciatore incastrato con le banconote segnate
Arrestato dopo aver venduto cocaina: in tasca aveva i quattro pezzi da dieci euro firmati dagli agenti della Municipale e consegnati a un cliente-esca
PISA. Patteggia otto mesi con la condizionale e il giudice dà il nulla osta per l’espulsione.
È l’esito della direttissima di ieri mattina davanti al giudice Giovanni Zucconi (pm onorario Silvia Saviozzi) per l’arrestato Aymen Talbi, 28 anni, tunisino, fermato dagli agenti della polizia municipale, difeso dall’avvocato Paolo Pieracci.Un intervento avvenuto grazie a un escamotage in uso nei sistemi delle forze dell’ordine, quello di segnare le banconote per accertare il passaggio dei soldi.
L’arresto nasce dal controllo a carico di un italiano, acquirente, e uno spacciatore che alla vista degli agenti ingoia la droga. L’italiano riferisce alla polizia locale di aver comprato a credito della sostanza da un altro pusher che lo ha, però, rapinato del cellulare della mamma, salvo poi pretendere il pagamento di 40 euro per restituirgli il telefonino.
Allora gli agenti propongono al cliente di contattare l’estorsore e di pagare con quattro banconote da dieci euro che vengono siglate con la firma di un agente e fotocopiate.
Al momento dell’incontro i poliziotti in borghese seguono la scena in viale Gramsci.
Ai tavolini di un bar l’italiano incontra non il suo estorsore, che non si presenta all’appuntamento, ma un altro spacciatore tunisino.
Con un cenno del capo lo straniero e l’italiano, che intanto aveva deciso di comprare droga con i soldi destinati al riscatto del telefono, si avviano nella galleria verso via Vespucci e, in un negozio al suo interno avviene lo scambio di una dose con i 40 euro segnati.
La scena viene seguita in diretta da due agenti in borghese sedute a un tavolino di un bar e da altri due agenti appostati in via Puccini. L’intesa tra colleghi si realizza nel momento in cui viene subito fermato l’italiano recuperando la dose di cocaina appena acquistata. In manette finisce Aymen Talbi, accusato di detenzione e spaccio, precedenti specifici, clandestino, senza fissa dimora e disoccupato.
Addosso aveva cinque banconote da dieci euro, delle quali quattro erano proprio quelle firmate e fotocopiate.
È la prova della vendita della cocaina. Dopo aver verificato con l’ufficio Immigrazione della questura la disponibilità di un posto in un Cie, la municipale ha dovuto rinunciare all’espulsione immediata. Niente posti. Al tunisino è stato intimato di lasciare l’Italia entro sette giorni.
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