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Pisa

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Primaria Collodi, mensa rincarata: bocciata la proposta del pasto da casa

Pietro Barghigiani
Bimbi a tavola durante il pranzo a mensa
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Bimbi a tavola durante il pranzo a mensa

Pisa: il consiglio d’istituto esclude il “fai-da-te” delle famiglie. Da pagare subito 172,50 euro (erano 100) fino a novembre 

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PISA. Non è possibile portare i pasti da casa per i bimbi della scuola primaria Collodi di Pisa.

Lo ha ribadito la dirigente scolastica dell’istituto Tongiorgi, professoressa Floriana Battaglia, e il consiglio di istituto ha ratificato la decisione «perché con numeri troppo bassi di iscrizioni la ditta appaltatrice si ritirerà e il servizio non potrà essere erogato».

Tema spinoso quello della mensa alla Collodi, fornitura affidata all’esterno che si porta dietro due rincari: il servizio passa da 40 a 60 euro e il buono pasto da 7 a 7,50 euro.

Non solo. Il pagamento viene preteso in anticipo con le quote che passano da un pacchetto di dieci pasti a uno di 15. Il saldo richiesto alle famiglie a inizio anno a bambino cresce così a 172,50 (erano 110).

«La scuola esternalizza, a titolo completamente gratuito, il servizio di riscossione e pagamento delle quote pasto alla ditta che si è giudicata l’appalto all’Associazione Amici per la Pace – si legge nel documento del consiglio di istituto –. A seguito delle richieste delle famiglie l’Associazione permetterà da subito (per chi ne farà richiesta) il pagamento in due tranche: la prima subito di 100 euro che comprende l’iscrizione di 60 e un acconto di 40 per i buoni pasto e la seconda entro fine novembre dei restanti 72,50 euro per arrivare alla quota di 15 buoni pasto».

L’associazione metterà a disposizione 20 iscrizioni gratuite, le famiglie che ritengono di averne diritto faranno richiesta direttamente al privato. In tutto le famiglie sono circa 300. Una goccia di solidarietà nel mare dei rincari. Ancora l’organo collegiale: «Non tutti i genitori della scuola sono disponibili nel fornire il pranzo al sacco ai bambini, quindi anche l’opzione di eliminare del tutto la mensa e istituire il solo pranzo al sacco non è percorribile e avrebbe comunque un costo per la sorveglianza e l’igienizzazione». Riguardo poi all’ipotesi di eliminare i rientri pomeridiani, «ripristinando due ore il sabato o in alternativa con l’aggiunta di circa 20 minuti giornalieri da lunedì a venerdì, non ci sarebbe più la possibilità di tenere la scuola aperta il pomeriggio e di conseguenza il servizio doposcuola privato non potrebbe più essere offerto alle famiglie».

Non viene revocata la decisione della dirigenza scolastica secondo la quale non possono restare a scuola i bimbi in occasione dei rientri pomeridiani in assenza del pagamento del servizio mensa. I genitori «dovranno provvedere al ritiro del proprio figlio poiché non è possibile garantire la sorveglianza» chiosa la preside Battaglia.

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