Sicurezza
Carnì: «Sanità innanzitutto e una svolta ambientale»
Il candidato di “Un Cuore per Vecchiano” e le priorità: «Saremo vicini a coloro che vivono, lavorano, spendono e investono in questo comune»
Daniele Benvenuti
Vecchiano. Domenica 3 e lunedì 4 ottobre prossimi si vota per eleggere il nuovo sindaco di Vecchiano. Tre i candidati: il primo cittadino uscente Massimiliano Angori, che guida la lista “Insieme per Vecchiano”; Vincenzo Carnì, già candidato cinque anni fa, che si presenta con la lista “Un Cuore per Vecchiano”; e Roberto Sbragia, con “Vecchiano Civica”.
Ricordiamo che nei comuni come Vecchiano, con popolazione fino a 15mila abitanti, si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Il voto si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista o sul nominativo del candidato sindaco. Non si può votare per un candidato alla carica di sindaco diverso da quello collegato alla lista: i voti conseguiti dal candidato sindaco sono attribuiti infatti alla lista ad esso collegata. Non è possibile quindi il voto disgiunto.
A tutti i candidati, abbiamo posto le stesse dieci domande. Ecco le risposte alle domande de Il Tirreno di Vincenzo Carnì di “Vecchiano Civica”.
Che risposte ha avuto e sta avendo dalla campagna elettorale?
«Speranza, affetto, rispetto. È la prima volta che a Vecchiano si presenta una lista civica, ambientalista, autonomista. L’unica indipendente da partiti e poteri esterni al territorio».
Quali le 3 priorità della sua lista?
«Sanità di vicinato. La svolta ambientale, perché è necessaria e non si può più attendere. L’agricoltura, che è prodotto tipico, lavoro locale, dignità, tradizione, e poi è il fondamento sia della salute, che della svolta ambientale».
Interventi e tenuta sociale in tempo di pandemia: come si muoverà?
«La salute, prima di tutto. Lotteremo per la sanità di prossimità: si deve poter andare a piedi all’ambulatorio di paese e al distretto sanitario comunale, fare lì prevenzione e da lì essere orientati se necessario verso cure specialistiche».
E aggiunge: «Dopo la pandemia tutti ne parlano ora, ma voi affidereste la soluzione del problema a chi lo ha creato? No. Affidatevi a noi, che abbiamo lottato da anni, molto prima del Covid, perché le persone avessero la sanità vicina a casa».
Sul tema della sicurezza come caratterizzerà la sua azione?
«Prima di tutto occorre controllo, con il coordinamento delle forze esistenti. Se fosse facile sarebbe già stato fatto, ma no, non è facile e il Comune dovrà metterci le sue persone, i suoi vigili, tutto il suo peso istituzionale».
Ancora: «Nel medio lungo periodo vogliamo un territorio curato e vissuto, paese per paese, vicinato per vicinato. I territori ben tenuti, sentiti come nostri e non terra di nessuno, sono più al riparo da degrado e criminalità. Chiunque abbia viaggiato in Trentino o in Svizzera, capisce al volo cosa intendiamo».
Commercio, attività economiche e produttive: come intende tutelarle/rilanciarle?
«Abbiamo un’idea semplice e radicale: prima di tutto una forte economia locale. Il Comune sarà vicino a coloro che vivono a Vecchiano, credono in Vecchiano, lavorano a Vecchiano, spendono e investono a Vecchiano. Quindi sostegno a contadini, artigiani, negozi locali, gestiti da persone del posto, che diano lavoro a persone del posto».
Ambiente: il rapporto del territorio con il Serchio? E le ex cave?
«Dai tempi dell’alluvione ci sono progetti che sono rimasti lettera morta. Appena avremo le chiavi dei cassetti, dovremo tirarli fuori. Sulla messa in sicurezza delle cave e la loro valorizzazione artistica e paesaggistica, tante persone della nostra lista lottano da anni e non vediamo l’ora di metterci al lavoro».
Il rapporto e le richieste all’Ente Parco?
«Noi siamo portatori di una consapevolezza ambientalista, che è anche valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Avvieremo una stagione di collaborazione, come è stato ai tempi in cui il Parco è stato istituito e quando è stato presieduto da illustri vecchianesi».
Un’infrastruttura che vorrebbe fare, fondamentale per il territorio.
«Ricordiamoci che devono ripartire la riqualificazione e la manutenzione delle opere esistenti, ma faremo il centro sportivo nuovo, un bene comune atteso da troppo tempo. Promuoveremo un’iniziativa pubblica per avere Internet in ogni scuola, impresa e casa, senza aumentare, ma anzi riducendo l’inquinamento elettromagnetico. Vogliamo lasciare alle generazioni future impianti pubblici che producano energia pulita e riciclino materie seconde senza inquinare. È una grande sfida di innovazione, ma abbiamo vicino le università più importanti del mondo. Insieme a loro possiamo osare».
Un giudizio sulla giunta comunale uscente: una cosa pro e una contro.
«Diamo ad Angori la sufficienza per la gestione di alcuni momenti difficili (la chiusura del ponte a Pontasserchio o certe fasi dell’emergenza sanitaria), ma per cultura, innovazione, ambiente, sanità e lavoro occorre quell’energia nuova che possiamo portare noi di “Un Cuore per Vecchiano”».
La prima cosa che farebbe in caso di elezione.
«Con molta umiltà ci metteremo a studiare e a lavorare, per un serio passaggio di consegne dai nostri predecessori a noi. Però, entro quest’autunno, vogliamo il mercato contadino dei prodotti locali e serate di musica popolare al teatro Olimpia. Lavoro, libertà e musica, come fecero i grandi sindaci del dopoguerra e della ricostruzione».
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