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Pisa

processo scieri 

«Antico va assolto, non era in caserma»

P.B.
«Antico va assolto, non era in caserma»

La difesa dell’ex caporale per il quale il pm invoca 18 anni Le parti civili si associano alle richieste della Procura

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pisa. «Andrea Antico va assolto per non aver commesso il fatto. Noi sosteniamo, anche sulla base di indagini difensive, che il 13 agosto 1999 Antico non si trovasse nella caserma Gamerra».

È durato circa quattro ore l’arringa difensiva degli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, legali di Andrea Antico, il 42enne ex caporale della Folgore, ancora nell’esercito in Romagna, per il quale il pm Sisto Restuccia - affiancato nell’udienza di venerdì scorso dal procuratore capo Alessandro Crini - ha chiesto una condanna a 18 anni per omicidio volontario pluriaggravato per la morte di Emanuele Scieri avvenuta il 13 agosto 1999 nella Gamerra.

Antico viene giudicato davanti al gup Pietro Murano con rito abbreviato, la stessa scelta fatta dall’ex comandante della Folgore, generale Enrico Celentano (avvocati Valerio Vianello Accorretti e Francesco Virgone) e dal maggiore Salvatore Romondia, (avvocato Barbara Druda) accusati di favoreggiamento. Per loro il pm ha chiesto 4 anni.

Ieri hanno preso la parola anche gli avvocati delle parti civili, i legali Alessandra Furnari e Ivan Albo in rappresentanza della mamma e del fratello di Scieri, Isabella Guarino e Francesco. Entrambi a conclusione dei loro interventi si sono associati alle richieste di condanna invocate dalla Procura per il 42enne che è ancora nell’esercito.

Prossima udienza il 4 ottobre con gli interventi degli avvocati di Alessandro Panella (legale Andrea Cariello) e di Luigi Zabara (legali Andrea Di Giuliomaria e Maria Teresa Schettini) che non hanno scelti riti alternativi.

Sono accusati degli stessi reati contestati ad Antico.

Per i loro assistiti chiederanno una sentenza di non luogo a procedere.

Infine, l’11 ottobre udienza finale con la probabile sentenza del giudice per Antico e i due ex ufficiali e il pronunciamento sulle richieste di rinvio a giudizio per Panella e Zabara.

Una caduta dalla torre di asciugatura dei paracadute che nel giro di pochi secondi si trasformò in un decesso - il corpo fu scoperto il primo pomeriggio del 16 agosto – rimasto impunito da quasi 22 anni. Un atto di nonnismo degenerato in omicidio secondo la Procura.

«Non eravamo in caserma e siamo innocenti» la replica ripetuta fin dalla riapertura dell’inchiesta da parte degli ex caporali accusati del delitto.

P.B.

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