Sicurezza
Caso Scieri, chieste condanne dure per i militari
Il pm: 18 anni per Antico e 4 per Romondia e il generale Celentano. Pene ridotte di un terzo per il rito abbreviato
Libero Red Dolce
pisa. Lunghissima requisitoria del pm Sisto Restuccia e del procuratore capo Alessandro Crini nell’udienza preliminare sul caso di Emanuele Scieri, la giovane recluta della Folgore trovata morta il 16 agosto del 1999 nella caserma Gamerra. I due magistrati si sono divisi i ruoli, analizzando la gerarchia militare dell’epoca, le responsabilità e ripercorrendo alla moviola i momenti antecedenti e successivi alla morte del 26enne siracusano. Alla fine del corposo intervento, durato più di sette ore, la richiesta di dure condanne per tre dei cinque imputati: 27 anni per omicidio volontario, ridotti a 18 per il rito abbreviato, per il caporalmaggiore Andrea Antico; 6 anni per favoreggiamento, abbreviati a 4 per la medesima formula processuale, per l’ex maggiore Salvatore Romondia e l’ex comandante della Folgore, il generale Enrico Celentano.
Per gli altri due imputati che hanno scelto il rito ordinario, Luigi Zabara e Alessandro Panella, accusati di omicidio volontario in concorso, la procura di Pisa ha chiesto il rinvio a giudizio.
Riguardo alle posizioni di Romondia e Celentano, durante la sua requisitoria il procuratore Crini si è anche appellato al giudice, il gup Pietro Murano, affinché rivalutasse e quindi riqualificasse eventualmente l’accusa in quella di depistaggio. Si tratta di un’accusa più pesante di quella di favoreggiamento e se il reato fosse così riqualificato i termini di prescrizione si sposterebbero in avanti nel tempo. Con l’accusa di favoreggiamento la prescrizione potrebbe scattare tra circa tra un anno e mezzo.
«Abbiamo individuato le responsabilità di ciascun imputato attraverso una rilettura di tutte le testimonianze e degli atti processuali e a ricollocare il terzetto di ex caporali sulla scena del crimine sono le “voci” di caserma. Le testimonianze di allora e di oggi hanno evidenziato una linearità del racconto», ha detto il procuratore Crini.
Il cadavere di Scieri fu scoperto il 16 agosto, mentre il giorno prima, il 15, il generale Celentano fece un’ispezione alla caserma Gamerra, che il procuratore ha definito «stravagante». L’accusa ha insistito anche su una telefonata partita da un ufficio della caserma alle 15.04, nel giorno del rinvenimento del cadavere, e diretta all’utenza fissa intestata al padre di Panella. Una telefonata che l’accusa attribuisce a Romondia, il quale ne ha sempre negato la paternità. Confermando questa sua posizione anche quando è stato sentito di fronte ai giudici. Per la procura questo diniego è incompatibile con altre risultanze processuali che sarebbero emerse dalle indagini, ipotizzando che si volesse concordare una versione per sviare le indagini.
Ventidue anni dopo la morte di Scieri, e la costante richiesta di giustizia da parte della famiglia e degli amici di “Lele”, il procedimento giudiziario va avanti. Lunedì 27 toccherà discutere alle parti civili, che rappresentano i familiari di Scieri e la difesa di Antico. Il 4 ottobre sarà il turno delle difese di Celentano e Romondia e l'11 ottobre di Panella e Zabara. Il gup ascolterà una ricostruzione molto diversa dei fatti, con gli imputati che si sono sempre proclamati estranei ai fatti.
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