Il Tirreno

Pisa

una sede per il circolo 

Agorà, raccolta firme e poi un incontro con l’assessora Spinelli

Sara Venchiarutti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non si ferma la campagna del circolo Agorà (nella foto il presidente Valter Lorenzi) per salvare la storica sede di via Bovio 48/50, dove da quasi 27 anni si svolgono le tante attività portate avanti dall’associazione. Uno spazio “costruito” dal circolo e ora a rischio a causa della lettera di finita locazione nei termini contrattuali inviata dalla proprietà privata del fondo con la richiesta, insostenibile per Agorà, di una copertura fideiussoria di 12 anni per il nuovo contratto. Ultimo giorno di affitto: il prossimo 31 dicembre. E il conto alla rovescia per conservare la sede è ormai iniziato con diverse iniziative in calendario nei prossimi giorni e mesi.

Il primo appuntamento è oggi in piazza Gambacorti, dalle 18 alle 20, con la raccolta firme a sostegno del circolo, accompagnata dalla musica di Giulio D’Agnello, artista noto a livello nazionale. Evento, questo, che segue quello “inaugurale” di sabato scorso alle Logge di Banchi, «una festa andata oltre le aspettative per partecipazione e qualità della proposta artistica e culturale», annuncia il circolo Agorà. E intanto proseguono anche i confronti istituzionali. Lunedì 4 ottobre, scrive l’associazione, «avremo un incontro con l’assessora al sociale della Regione Toscana, Serena Spinelli, per porre anche a quel livello le nostre richieste, vista la collaborazione ventennale tra noi e la Regione su diversi progetti». Nei giorni scorsi, continua il circolo, ci sono già stati incontri interlocutori con l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani e con il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, mentre «a livello politico-istituzionale abbiamo incontrato i capigruppo di minoranza del consiglio comunale di Pisa, dai quali abbiamo ricevuto la piena disponibilità a collaborare per trovare la migliore soluzione. Da questi incontri è scaturita la richiesta di audizione della nostra associazione nella terza commissione permanente del consiglio comunale». Queste le richieste del circolo: interlocuzione con la proprietà per dissuaderla dalla richiesta di 12 anni di fideiussione e, nell’eventualità di non giungere ad un accordo, la richiesta affinché le istituzioni si facciano garanti per l’associazione di fronte alla proprietà. In caso di esito negativo, l’assegnazione di uno dei tanti fondi pubblici vuoti da anni in città per continuare a svolgere le attività. Continua anche la raccolta firme nazionale, cartacea e online (su change.org), lanciata qualche mese fa e che solo online ha già raggiunto le 3mila firme.Sara Venchiarutti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini