Il Tirreno

Pisa

ex circoscrizioni 

«Nei nuovi Ctp partecipazione e non solo nomine fatte dalla politica»

Sara Venchiarutti

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PISA. «Ci troviamo in una crisi assoluta della rappresentanza. Come si ricostruisce il rapporto tra amministrazione e amministrati?». Secondo il gruppo consiliare Diritti in Comune, non con la direzione intrapresa dall’amministrazione comunale per superare i Consigli territoriali di partecipazione (Ctp) e istituire nuovi organismi rappresentativi del territorio. «Finora l’unica certezza – dice il capogruppo Francesco Auletta – è che la maggioranza intende questi organismi di partecipazione facoltativi e basati sulla cooptazione. In pratica si procede per nomine fatte dalle forze politiche. In più la giunta propone di modificare lo statuto togliendo a questi organismi qualsiasi attribuzione e funzione. A nostro avviso non si costruisce partecipazione, ma si dà vita a organismi per creare consenso attorno alla maggioranza. Tanto più che ancora oggi la discussione su cosa sostituirà i Ctp è al buio. In commissione infatti la bozza del regolamento dei nuovi organismi di partecipazione, che non ha nessun valore, ci è stata solo consegnata, ma non è stata ancora illustrata», sottolinea Auletta.

E non piacciono le caratteristiche, ancora non definitive, dei Ctp, che verranno ridotti nel numero. «In questa bozza per ogni Ctp si prevedono 13 membri – prosegue Auletta – di cui 10 nominati dai partiti, mentre gli altri tre, sempre nominati, sono scelti uno dai comitati cittadini, uno dalle associazioni e infine dalle associazioni di categoria e gli ordini professionali. Con un sistema proposto comunque maggioritario. Sul numero e sui membri dei Ctp possiamo discutere. Ma per noi la partecipazione è una questione complessa, che richiede investimenti e risorse».

Per questo Diritti in Comune presenterà una serie di emendamenti allo Statuto, prendendo una strada diversa. Nel concreto, una serie di proposte e strumenti aggiuntivi o da modificare. «Intanto suggeriamo che i consigli di quartiere si costruiscano su base elettiva. Poi – elenca Auletta – proponiamo l’istituzione delle case di quartiere, visto che gli spazi delle ex circoscrizioni, un tempo luogo di incontro, sono ormai abbandonati. Ma anche l’introduzione per Statuto del bilancio partecipativo, coinvolgendo i cittadini per l’intero anno. Altra proposta è l’istituzione di assemblee territoriali permanenti per valorizzare anche le forme di cittadinanza attiva. Infine proponiamo un deciso potenziamento della consultazione popolare, che è presente ma a esclusivo appannaggio del sindaco e del consiglio comunale, mentre noi riteniamo che possa essere richiesta dalla cittadinanza».

Sara Venchiarutti

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