Il Tirreno

Pisa

comitato genitori del liceo Carducci 

«Il Comune conceda le Perodi almeno nelle ore mattutine»

«Il Comune conceda le Perodi almeno nelle ore mattutine»

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PISA. «Un tavolo di lavoro permanente per affrontare la cronica emergenza della carenza di spazi scolastici». È lo strumento a lunga scadenza che il comitato dei genitori del liceo Carducci chiede di attivare per fronteggiare l’assenza di aule. Individuare un piano di emergenza per reperire le aule mancanti, la rivendicazione da attuare invece nell’immediato. «Nel nostro liceo mancano all’appello ben nove aule e, nonostante tale carenza fosse nota da mesi, non abbiamo ricevuto dalla Provincia indicazioni precise sulle modalità di reperimento di spazi adeguati in tempi brevi – scrive il comitato in un documento inviato a Provincia, Comune, Regione e Ufficio scolastico provinciale –. Le scelte organizzative e didattiche messe in campo dalla direzione scolastica (unità oraria di 50 minuti e rotazione delle classi su 5 giorni di lezioni) dovrebbero essere temporanee, ma la situazione che si prospetta non ci rassicura».

La soluzione individuata dalla Provincia prevedeva la messa a disposizione delle scuole Perodi (richieste ad aprile) da parte del Comune. «Nonostante il motivato appello della nostra dirigente scolastica e la richiesta della Provincia, il Comune ha negato la concessione degli spazi vuoti della scuola dell’infanzia Perodi che rappresentavano una valida soluzione logistica per i nostri studenti, soprattutto quelli con disabilità grave, e per i nostri docenti – prosegue il comitato –. Chiediamo di conoscere le ragioni della mancata concessione delle Perodi, destinate dal Comune al Centro provinciale istruzione per adulti, e che si valuti la concessione almeno nelle ore mattutine». A questo i genitori degli studenti del Carducci aggiungono la richiesta di «definire al più presto un piano di reperimento delle aule mancanti in spazi adeguati e logisticamente ben collegati con il liceo, che tale piano non eroda gli spazi dedicati ai laboratori e alla biblioteca e che sia attivato un tavolo di lavoro permanente tra tutte le istituzioni (Provincia, Comune, Ufficio scolastico provinciale) sull’emergenza ormai cronica della carenza di spazi scolastici degli istituti superiori che coinvolga, oltre ai dirigenti scolastici, anche rappresentanze dei genitori, dei docenti e degli studenti».

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