Sicurezza
«Diciamo no alle classi-pollaio» protesta di Priorità alla scuola
PISA. Una decina di rivendicazioni e un solo obiettivo: garantire a tutti l’anno scolastico in presenza e in sicurezza. È approdata anche a Pisa la mobilitazione nazionale di Priorità alla scuola, il movimento che riunisce insegnanti, studenti e genitori.
Alcune decine di persone si sono riunite ieri pomeriggio in piazza XX Settembre di fronte al Comune ad un presidio di protesta, partecipato anche dai rappresentanti di Cobas, Cgil e Gilda, per porre l’accento su quelli che, nonostante riforme e norme anti-Covid, restano i nodi irrisolti del sistema scolastico. Classi-pollaio, assenza di spazi adeguati e personale insufficiente.
«Protestiamo perché nulla è stato fatto per ridurre gli alunni per classe e per dare più spazi alle scuole e per questo rimane un’enorme percentuale di studenti in condizione di affollamento – sottolineano i manifestanti –: ci mobilitiamo a oltranza per arrivare ad abrogare la norma della riforma Gelmini che consente la formazione di classi pollaio e per ottenere una legge che cambi il numero degli alunni per classe. Il piano scuola 2021/2022 non ha inoltre proposto nessuna soluzione concreta alle carenze strutturali che affliggono la scuola da decenni, ma che sono state e saranno le principali responsabili nell’impedire un’adeguata gestione dell’emergenza sanitaria, con il risultato di comprimere il diritto all’istruzione in tutta Italia. Il ministero ha preferito ottenere la deroga alla norma di distanziamento piuttosto che intraprendere soluzioni strutturali».
«Nemmeno le carenze di personale sono state risolte, per la volontà del governo e del ministero di non stabilizzare i precari. Le nomine del personale Ata e del personale docente – accusa il movimento –, contrariamente a promesse e proclami, sono in ritardo anche quest’anno e le nomine attraverso le graduatorie provinciali per le supplenze, con numerosi errori da correggere, impediscono il raggiungimento del tempo scuola».
Rivendicazioni nazionali alle quali si uniscono quelle locali, a partire dall’emergenza aule che ha costretto almeno tre istituti superiori a rivoluzionare spazi ed orari per consentire a tutta la popolazione studentesca di inaugurare l’anno scolastico.
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