Il dolore
Pisa: dal medico alla maestra, le speranze delle eccellenze
I diplomati con 100 e lode omaggiati dal Comune con un attestato di merito e un buono per l’acquisto di libri. «In tempo di Covid è stato tutto più difficile». Cerimonia al Giardino Scotto
Sara Venchiarutti
PISA. C’è chi vuole diventare medico e chi maestra. Chi ha scelto di iscriversi a ingegneria aerospaziale e chi a quella biomedica. Quattro sogni che cominciano a prendere forma dopo la maturità, traguardo ancora più difficile tra chiusure e lezioni a distanza. Ma forse proprio per questo ancora più soddisfacente. E tra mascherine e occhi sorridenti ieri pomeriggio si è svolta al Giardino Scotto la cerimonia di premiazione delle giovani eccellenze pisane negli studi, organizzata dall’assessorato alle politiche scolastiche e educative del Comune.
23 gli studenti e le studentesse delle scuole cittadine che hanno ottenuto il riconoscimento (un attestato di merito e un buono per l’acquisto di libri) per aver conseguito la votazione di 100 e lode agli ultimi esami di maturità.
Un risultato non da poco, «ancor più importante se teniamo conto del momento in cui questi ragazzi hanno trascorso gli ultimi due anni di studio prima della maturità», ha ricordato l’assessora Sandra Munno durante la cerimonia, a cui hanno partecipato insegnanti, dirigenti scolastici, autorità cittadine e familiari dei ragazzi premiati. «Riuscire a ottenere il diploma con il massimo dei voti – continua – è stata un’impresa ancor più difficile e meritevole che deve rendere questi ragazzi veramente orgogliosi del loro risultato. Le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus, la didattica a distanza, la mancanza del rapporto con i compagni, la solitudine, l’apprendimento davanti al video: tutti ostacoli che non hanno fermato questi ragazzi, dimostrando un grande senso di responsabilità».
E infatti la maturità di quest’anno è stata una vera e propria «sfida anche da un punto di vista organizzativo», racconta Matilde Silenzi, diplomata al liceo scientifico Dini. «Abbiamo dovuto imparare ritmi diversi e lo sforzo durante l’anno si è fatto sentire, ci ha un po’ destabilizzati. Alla fine quest’anno mi ha portato molta soddisfazione. È stato difficile, a volte anche eccessivamente faticoso, però ci ha permesso di riconoscere quali sono le nostre forze», conclude Matilde, che ha optato per la facoltà di ingegneria biomedica, «un giusto equilibrio tra le materie scientifiche e l’ambito umanistico». E con la situazione pandemica la crescita scolastica e personale degli studenti non si è concretizzata solo sul foglio di carta, come spiega Gaia Innesti, 100 e lode al liceo classico Galilei e il desiderio di diventare medico per poter aiutare gli altri. «In molti della nostra generazione – dice – hanno dimostrato maturità nel rispettare le norme anti-Covid. Dover restare in casa, ma anche rinunciare al contatto visivo con i compagni, alle risate in classe, è difficile per ragazzi della nostra età. La didattica a distanza ha penalizzato tantissimo l’istruzione. Capisco che fosse l’unica possibilità, però in generale ha creato molto problemi nella nostra generazione».
Tanta soddisfazione anche per Valeria Alfaroli, diplomata al liceo Carducci. «In una situazione così brutta alla fine si guarda al lato positivo. Sono comunque successe tante cose belle: la maturità è andata bene e ora si può anche vivere un po’ di più. Poi come classe forse il fatto di rivedersi dopo tanto tempo ci ha unito ancora di più», racconta Valeria, che ha fatto il test per la facoltà di Scienze della formazione primaria a Pisa. Con il sogno di diventare maestra e la passione per i bambini.
Punta invece ad Ingegneria aerospaziale, sempre all’Università di Pisa, Greta Tondo, ormai ex studentessa del liceo Dini. «Poi per il futuro si vedrà», sottolinea. «Quello della maturità è un percorso che sicuramente richiede tanto impegno, ma che al contempo forma per il futuro. Insegna a superare le difficoltà, per esempio a trovare la concentrazione anche per tanto tempo».
Oltre ai diplomati con il massimo dei voti, l’assessora ha consegnato un riconoscimento anche a Michele Fabbri, primo classificato alle olimpiadi regionali di biologia del 2019.
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