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Al professor Ciro Basile Fasolo il primo premio Mirò d’oro

Gian Ugo Berti
Al professor Ciro Basile Fasolo il primo premio Mirò d’oro

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PISA. A quarantaquattro anni dalla sua costituzione, la prima scuola italiana di specializzazione in Andrologia, fondata a Pisa dal professor Fabrizio Menchini Fabris, conferma il proprio livello di qualità. Al 45º congresso della Società Italiana di Andrologia, svoltosi a Riva del Garda, è stato consegnato il primo esemplare del premio Mirò d’oro a Ciro Basile Fasolo come primo iscritto alla Scuola. Inoltre, si è motivato, per aver contribuito allo sviluppo della società scientifica e della società civile nel corso degli anni con importanti iniziative, ideando e coordinando la Settimana di Prevenzione Andrologica, che in 13 anni di visite gratuite ha permesso di visitare oltre 100mila uomini e, più recentemente, come direttore scientifico della rivista “L’Uomo”.

Ritiene siano mutati, rispetto ad un recente passato, i tabù e la paura verso le malattie sessuali maschili? «C’è ancora ignoranza – risponde Basile Fasolo – ed i giovani faticano ad avere un’ informazione corretta e scientificamente attendibile. Mancano una coscienza ed una conoscenza su come ripetute infezioni possano contribuire a ridotta fertilità o alla sterilità in entrambi sessi. Si raccomanda l’uso del profilattico quale strumento di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili». Cosa si attende dalla ricerca medica andrologica in futuro? »Una maggiore attenzione alla alimentazione, uso dei nutraceutici e l’inquinamento ambientale e dei cibi, sia nel campo della fertilità e della sessualità del maschio, accanto allo sviluppo di un nuovo apparecchio (HuMove) presentato proprio del congresso e giunto alla fase di sperimentazione clinica, da me ideato e sviluppato dai professori Paolo Dario e Gastone Ciuti della Scuola Sant’Anna. Questo permetterà di avere dati sulla salute sessuale del maschio utili alla persona ed ai medici che potranno impiegarlo per il monitoraggio di trattamenti psicologici o farmacologici». A che età bisogna cominciare a fare prevenzione verso le malattie maschili? «Fin dalla nascita, a cura del pediatra e successivamente dall’andrologo: ogni età della vita è un momento adatto per prevenire quanto potrebbe avvenire negli anni successivi, ma bisognerà fare prevenzione nei giovani adulti maschi e femmine, in modo d’ avere buoni frutti fin dall’inizio del concepimento».

Gian Ugo Berti

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