La protesta
Parcheggi dell’ospedale, i dipendenti dovranno pagare
L’altolà del Nursind: «L’azienda aveva promesso la sosta gratis per tutti» Resterebbe solo l’area alle Bocchette raggiungibile con il servizio navetta
pisa. Sos del sindacato Nursind sull’ipotesi dei parcheggi a pagamento anche per i dipendenti dell’Azienda ospedaliera.
Quelli gratuiti resterebbero gli stalli alle Bocchette con la necessità di avvalersi della navetta.
Gli spazi più vicini all’ospedale per il sindacato degli infermieri avrebbero a breve una destinazione onerosa, anche per i circa 5mila dipendenti dell’Aoup.
«Parcheggi immensi, indubbiamente, ma da sempre una croce per i dipendenti – afferma Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind –. Si potrebbe pensare che la questione parcheggi c’entri poco con il rispetto per i dipendenti, ma così non è. Arrivare in ospedale e non trovare parcheggio, se non alle Bocchette aumenta il livello di stress già elevato per la situazione lavorativa. Riuscirò a prendere la navetta in tempo per dare il cambio ai colleghi? Chissà. E l’ansia sale. E poi, uscire dal lavoro, stanchi morti, e aggiungere minuti per prendere nuovamente la navetta…oppure non riuscire ad uscire dal parcheggio o infilarsi in una colonna senza fine per poter riprendere la strada di casa, genera altra rabbia e ansia. Se poi ci mettiamo che pare ormai appurato che, a parte i parcheggi A al ponte delle Bocchette, saranno a breve a pagamento anche per i dipendenti (e anche quelli di fronte al pronto soccorso, il famoso “sigaro”), la questione diventa veramente pesante. E qui il problema accomuna cittadini e dipendenti».
Il sindacalista riflette a voce alta: «Possibile dover pagare per recarsi ad una visita o per lavorare in ospedale? L’azienda aveva promesso che per i dipendenti i parcheggi sarebbero stati tutti sempre gratuiti. Rimangiarsi così le promesse lascia, oltre che l’amaro in bocca, anche perplessi sull’affidabilità di una direzione aziendale enormemente lontana dalle necessità dei propri dipendenti. Si può continuare così? No, riteniamo non sia possibile. E allora non possiamo che avvisare l’azienda che se non si inverte il senso di marcia di questo continuo disinteresse per i propri dipendenti, che peraltro si ripercuote sulla qualità del servizio reso ai cittadini, porterà inevitabilmente a manifestazioni di protesta e alla dichiarazione dello stato di agitazione».
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