Il dolore
Rogo del Serra, la sentenza a tre anni dalla devastazione
Stamani in Tribunale ultima udienza e nel pomeriggio il probabile verdetto L’imputato rischia una condanna a 15 anni. La difesa: indizi non gravi, va assolto
calci. È il giorno della probabile sentenza nel processo per il disastro dei Monti Pisani, una devastazione in cui vennero distrutti 1.200 ettari di bosco e diverse case.
Tra impedimenti di una parte del collegio giudicante e l’emergenza Covid, il verdetto è slittato rispetto alla data fissata a marzo.
Un rinvio di sei mesi che oggi dovrebbe avere il suo punto fermo nella lettura del dispositivo da parte del collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco).
Udienza prevista alle 10. In conto vanno messe le eventuali repliche del pm Flavia Alemi, delle parti civili e della difesa dell’imputato, Giacomo Franceschi, il 39enne ex volontario dell’antincendio boschivo “Paolo Logli” accusato di incendio boschivo doloso e disastro ambientale.
Reati per i quali il pm ha chiesto una condanna a 15 anni.
Una pena a cui si sono associate le parti civili. Per l’avvocato Mario De Giorgio l’imputato va assolto perché non ha commesso il fatto.
Secondo la Procura Franceschi la sera del 24 settembre 2018 agì con premeditazione «per fare più danni possibili». Opposta l’interpretazione della difesa secondo la quale nel «processo gli indizi portati in aula dall’accusa non sono stati gravi, precisi e concordanti. Non è stata accertata una colpevolezza attribuibile oltre ogni ragionevole dubbio. E per questo Giacomo Franceschi va assolto».
L’imputato è rimasto nove mesi in carcere e un anno ai domiciliari.
Se non ci saranno ulteriori rinvii la lettura del dispositivo è prevista oggi pomeriggio.
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