Il Tirreno

Pisa

l’altra faccia dell’emergenza 

Al liceo Dini costretti a rinunciare ai laboratori e all’aula magna

Danilo Renzullo
Al liceo Dini costretti a rinunciare ai laboratori e all’aula magna

Il collettivo “Scuole in rivolta” protagonista di una manifestazione in via Croce “Basta precarietà nell’istruzione”, questa la frase di uno striscione

3 MINUTI DI LETTURA





Danilo Renzullo

La prima campanella suona per tanti, ma non per tutti. L'emergenza aule costringe a rivoluzionare orari e calendari e, in alcuni casi, a rinviare di un giorno l'inaugurazione del nuovo anno scolastico per una parte degli studenti. Al liceo Dini ieri i cancelli si sono spalancati solo a metà. Con ingressi riservati solo alle prime e alle seconde classi. L'istituto è rimasto off-limits per tutti gli altri studenti, che solo oggi saranno chiamati al rientro tra i banchi e a “sperimentare” un'organizzazione messa in campo per cercare di fronteggiare un'emergenza, quella della mancanza di un numero adeguato di aule, che non è riuscita a trovare una soluzione. Il liceo è riuscito a contenerla rivoluzionando gli orari, con un sistema che permetterà una rotazione delle classi nelle aule a disposizione, e rinunciando ad alcune aule speciali (aula magna e laboratori). Alcune aule ricevute in “prestito” dal limitrofo istituto Pacinotti hanno permesso ad almeno una classe di trovare ospitalità (oltre a quelle già concesse negli anni scorsi). Soluzioni tampone, rese indispensabili per permettere l'avvio del nuovo anno scolastico scongiurando i doppi turni. Una programmazione che, almeno nel primo giorno, ha visto l'ingresso solo di una parte degli alunni. Accolta anche dagli striscioni dei collettivi degli studenti medi che tornano ad alzare la voce per rivendicare maggiore attenzione per l'intero comparto scuola e soprattutto per l'edilizia scolastica. “Basta precarietà nell'istruzione. Vogliamo sapere cosa succederà”, recita lo striscione a firma del collettivo “Scuole in rivolta” affisso davanti al Pacinotti-Galilei. “Gli spazi scolastici devono essere garantiti e mantenuti”, quello che invece ha fatto da sfondo all'ingresso di studenti e docenti del Dini. Il riferimento è all'emergenza aule che ha colpito anche il liceo scientifico di via Croce.

«Il problema non è sorto ieri – accusa il collettivo –, sono anni che protestiamo per lo stato vergognoso in cui si trovano le scuole e contro il vergognoso comportamento della Provincia e del Comune che ora cadono dalle nuvole e si arrampicano sugli specchi». «È possibile che in Toscana non si riescono ad avere scuole adeguate?», si chiede Sandra Sciarrotta, docente del Dini. «È vero, ci sono iter e procedure lunghe per l'organizzazione di un anno scolastico – sottolinea – a partire dal ministero che solo ad agosto ha comunicato l'avvio in presenza della scuola. Il problema degli spazi esiste però da anni e prescinde dall'emergenza Covid. Un problema che l'emergenza sanitaria ha solo acuito. Sugli spazi si poteva fare di più e intervenire prima. Sempre più spesso sentiamo dire che la scuola è la priorità, ma nessuno si è mai impegnato per trasformare le parole in fatti. Questo è il momento giusto per farlo, con le risorse che l'Unione Europa ha messo a disposizione e che possiamo chiedere. Ma non per acquistare un nuovo computer o una nuova lavagna multimediale. Questi sono strumenti utili, ma senza le aule e gli spazi di cui necessitano le scuole cosa ne facciamo?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa