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Pisa

l’assessora regionale: 

Nardini: saldo negativo per la giunta Conti, ora stop a divisioni

F.L.
Nardini: saldo negativo per la giunta Conti, ora stop a divisioni

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PISA. Il 3 e 4 ottobre si voterà per le amministrative a Vecchiano, Buti, Castellina Marittima e Santa Luce, per poi aprire l’orizzonte della grande partita di Pisa nel 2023.

Assessora regionale Alessandra Nardini, come si stanno muovendo il Pd e il centrosinistra?

«Nei Comuni dove si vota ci presentiamo con le carte in regola, con buone esperienze di governo e amministratori capaci e radicati nel territorio. Il Pd e il centrosinistra sono in campo per sostenerli. A Pisa intanto partiamo da quanto abbiamo fatto all’opposizione, denunciando mancanze dell’amministrazione Conti e proponendoci sempre come alternativa di governo. Ora bisogna costruire una coalizione ampia e inclusiva che guardi a quanto di buono si muove nella società pisana: dobbiamo essere interlocutori credibili per forze sociali, cittadine e cittadini, candidandoci a restituire a Pisa il posto che le spetta dopo anni in cui sta perdendo ruolo, forza e tempo. Servono umiltà e capacità di ascolto. Il saldo della giunta Conti è ampiamente negativo».

Da cosa dipende il suo giudizio sulla giunta Conti?

«Dai fatti. Hanno realizzato giusto alcuni lavori pubblici che sono principalmente eredità di risorse e progetti del passato, ma manca una visione di futuro: Pisa oggi è una città chiusa in se stessa, con meno iniziative e progetti, ferma da ben prima del Covid. La svolta civica di Conti, che si lancia nella costruzione di liste civiche per attrarre l’elettorato moderato, non nasconderà il clamoroso fallimento delle politiche ideologiche della destra pisana: pensiamo alle grottesche ordinanze anti-bivacco o alla vergognosa gestione della vicenda della moschea. Hanno fallito anche sulle loro parole d’ordine, penso a decoro urbano, sicurezza e lotta alla microcriminalità. Costruire un’alternativa è un dovere, partendo da grandi questioni concrete, dalle infrastrutture alle risposte a chi ha bisogno di casa e lavoro, dal sostegno al commercio in crisi a un maggiore slancio dell’iniziativa culturale, fino a una nuova sinergia con Università, scuole ed enti di ricerca. Pisa non può perdere prospettive di sviluppo restando imprigionata nel localismo leghista».

Ma il Pd con le sue correnti spesso a contrasto è pronto?

«Deve esserlo, con generosità e spirito di servizio riconoscendo che non è autosufficiente. La commissaria Valente è riuscita a rimettere in piedi il partito provinciale. Dopo anni di divisioni e conte interne che hanno segnato gli ultimi congressi e le ultime elezioni, incluse le regionali, siamo chiamati a un’unità e a un rinnovamento che non siano di facciata. Per questo serve il collettivo, non singole iniziative e ambizioni personali».

F.L.

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