Il Tirreno

Pisa

lo storico circolo di via bovio 

Già una valanga di firme per salvare l’Agorà dallo sfratto

Giulia Serni ;

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Giulia Serni

pisa. «Siamo costretti a comunicarvi un fatto molto grave, che mette in discussione l’esistenza del circolo Agorà nella sua sede storica».

Con queste parole il circolo Agorà annuncia il rischio di chiusura. Il 31 dicembre scadrà infatti il contratto di locazione della storica sede di via Bovio e per adesso non ci sono le condizioni per futuri rinnovi. Per evitare lo sfratto, l'associazione ha lanciato una raccolta firme ad personam e cartacea, accanto a una petizione online su charge.org.

«Nel periodo della pandemia non siamo riusciti a pagare l’affitto per evidenti motivi – spiega Walter Lorenzi, dirigente del circolo –. Come moltissime altre realtà, siamo stati costretti a chiudere, non potendo così portare avanti tutti i nostri corsi e i nostri progetti. Non solo non abbiamo incassato, ma in molti hanno chiesto indietro i soldi perché non potevamo garantirgli alcun servizio. Ci siamo ritrovati in una situazione drammatica. Abbiamo così chiesto tempo alla proprietaria, Anna Grazia Melani, per poterci risollevare e saldare le mensilità». La risposta è stata l’invio di una lettera di finita locazione nei termini contrattuali il 31 dicembre 2021.

Inizia così un braccio di ferro legale per non perdere lo spazio. «Prima del 2020 non abbiamo mai saltato un mese di affitto. Sono 27 anni che il circolo è qui. Negli anni lo abbiamo anche valorizzato. Quando siamo arrivati era poco più che uno stanzone. Lo abbiamo costruito letteralmente con le nostre mani, investendoci enormi risorse economiche e umane».

Tra una proposta e l’altra l’accordo sembrava essere raggiunto, ma le trattative si sono arenate con la richiesta da parte della proprietà di una fidejussione per i prossimi 12 anni a garanzia del futuro contratto. «Pensavamo di aver finalmente raggiunto un accordo – aggiunge Lorenzi –- Grazie a una raccolta fondi e ai vari contributi che ci sono stati concessi dalle istituzioni, siamo riusciti a onorare tutte le quote mensili non versate e abbiamo anche acconsentito all’aumento dell’affitto per il 2022. Poi è arrivata la richiesta di fidejussione e tutto si è fermato. Un garante fisico che mette a disposizione proprietà e stipendio è impossibile da trovare. Nessuno può bloccare per così tanto tempo la propria vita».

Parte quindi la petizione per salvare il circolo. Tra i primi firmatari avvocati, magistrati, professori universitari e medici. Solo online sono state raggiunte quasi 1.100 firme. «Noi non vogliamo lo scontro – precisa Lorenzi –. Vogliamo sbloccare la trattativa per poter proseguire come abbiamo fatto fino ad oggi con le nostre attività, formative, sociali e culturali a beneficio di tutti».

Anche sabato, alle Logge di Banchi, in occasione della presentazione della stagione corsistica 2021-2022 e dei servizi, sportelli casa, pensionati, migranti, lavoro e sicurezza del circolo sarà possibile firmare la petizione. Ieri pomeriggio un’assemblea per organizzare le mosse future. «Già in questi giorni stiamo incontrando le istituzioni per cercare di trovare una soluzione condivisa».

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