Sicurezza
Anche San Rossore nella visita di Mattarella a Pisa
Il 18 ottobre sarà a Pisa per l’inaugurazione dell’anno accademico ma il cerimoniale prevederà una deviazione nel Parco
PISA.Approfittando del fatto di essere già a Pisa allargherà la visita anche a quel particolare edificio a San Rossore che il suo predecessore Giovanni Gronchi fece restaurare dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ancora nessuna conferma ufficiale dal Quirinale, che segue protocolli molto rigidi soprattutto per motivi di sicurezza, ma a San Rossore, e non solo, ci si aspetta una visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il prossimo 18 ottobre quando sarà in città, su invito dell’Università, per l’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022.
Il programma della giornata pisana di Mattarella è top secret. Secondo alcune indiscrezioni si tratterà di una permanenza ristretta probabilmente alla sola mattinata, ma che dovrebbe comunque riuscire a comprendere anche una visita all’ex villa presidenziale del Gombo, dove da mesi sono in corso interventi di restyling.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale e la caduta della monarchia, nel 1956 San Rossore diventò proprietà della Presidenza della Repubblica e per volontà di Gronchi venne ricostruita la villa del Gombo. Fino alla fine del XX secolo i capi di Stato italiani frequentarono la Tenuta con le famiglie (tra gli ultimi il primo ministro inglese Tony Blair) o con ospiti importanti.
Nel 1999 il Presidente Oscar Luigi Scalfaro donò la proprietà di San Rossore alla Regione Toscana, che a sua volta ne ha affidato la gestione all’Ente Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.
Ma San Rossore rappresenta anche altro, e di tutt’altro segno, nella storia d’Italia. È il luogo dove il 5 settembre 1938 il re Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali: un provvedimento che escluse le persone di religione ebraica dalle scuole e dalle università, e che fu seguito negli anni successivi dalla deportazione in massa ai campi di concentramento.
Se la prima tappa sarà all’Università, Mattarella dovrebbe riuscire a comprendere nel suo viaggio anche una location piena di significati. «Già nel 2020 avremmo dovuto inaugurare l’anno accademico alla presenza del Presidente della Repubblica – ha ricordato il rettore Paolo Mancarella –, poi la pandemia ha fatto inevitabilmente saltare tutto. La conferma che abbiamo ricevuto oggi è stata una grande emozione. Riaprire l’anno accademico ad ottobre alla presenza del Presidente ha per me un valore molto particolare, confidando che sia un ritorno alla tanto desiderata normalità».
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