Gioco
Buonarroti, lavori in corso poi spazi all’ex Coccapani e alle Officine Garibaldi
Pisa. Corsa contro il tempo per trovare una soluzione per il liceo scientifico Buonarroti di Pisa, dopo l'appello lanciato dal preside Alessandro Salerni. I numeri parlano chiaro: su 1250 iscritti, 400 ragazzi, suddivisi in 18 classi, al momento, non hanno assegnata alcuna aula. Sul piatto, tra le ipotesi, l'ex asilo nido Coccapani (offerto dall'amministrazione comunale) e le Officine Garibaldi (dalla Provincia). Il polo culturale di via Gioberti dovrebbe mettere a disposizione del liceo quattro aule, mentre altre quattro saranno trovate all'interno del Buonarroti stesso, grazie a lavori di adeguamento. «Per ora abbiamo individuato 8 aule - ha detto Massimiliano Angori, presidente della Provincia - per le quali siamo al lavoro; delle quattro aule delle Officine Garibaldi contiamo di metterle tutte a disposizione dal 15 settembre. Inoltre in sede di Consiglio di Istituto, dove ero presente, il sindaco di Pisa, Michele Conti ha proposto come amministrazione comunale la sede delle ex scuole Coccapani. Aspettiamo un cenno da parte del Comune per organizzare un primo sopralluogo». Ma non solo. Il presidente della Provincia sta pensando anche anche a soluzioni a lungo termine che possano essere adottate anche per gli anni a venire. «Tenendo conto - afferma ancora Angori - che finanziamenti ministeriali sono arrivati lo scorso 6 agosto, come la realizzazione di moduli prefabbricati, chiesti dallo stesso dirigente Salerni, per i quali stiamo aspettando delle stime economiche definitive e valutando l'effettiva praticabilità, e soprattutto l'affitto di strutture idonee da parte di privati, quest'ultima soluzione chiaramente non si compirà prima di gennaio 2022. Inoltre stiamo facendo tutte le valutazioni relativamente agli spazi con tutti i dirigenti scolastici di Pisa, e purtroppo la situazione non è delle più semplici anche in altri casi, un esempio di queste ultime ore è anche il Liceo scientifico Dini (di cui parliamo sopra, ndc), senza dimenticare le necessità del liceo linguistico e pedagogico Carducci. Siamo comunque impegnati a cercare soluzioni praticabili anche per queste situazioni».Roberta Galli
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