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le esequie dell’ex bandiera della juventus 

«Morini ci ha lasciato troppo presto Anche stavolta ha giocato d’anticipo»

Andrea Chiavacci ; Altro servizio a pag. 14
«Morini ci ha lasciato troppo presto Anche stavolta ha giocato d’anticipo»

L’ultimo saluto di Arena Metato al suo campione più amato. I ricordi commossi di Michel Platini e Marco Tardelli

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Andrea Chiavacci

SAN GIULIANO. Una comunità intera si stringe intorno al suo campione per l’ultimo saluto. Francesco Morini, scomparso a Forte dei Marmi a causa di un malore a 77 anni, per tutti gli appassionati di calcio era il pirata Morgan, il re dell’anticipo, il perno della difesa della Juventus degli anni Settanta. Per la sua Arena Metato, frazione di San Giuliano Terme, era sempre il bambino che giocava sulla ghiaia nel piazzale davanti alla piccola chiesa di San Iacopo. Dentro la chiesa, sul feretro, sono adagiate le maglie di Juventus e Sampdoria. I suoi due unici club in una carriera lunga quasi venti anni. A parlare del Morini cresciuto a Metato è il figlio maggiore Jacopo, noto al pubblico per avere fatto parte del cast delle Iene, che alla fine della messa ha voluto ringraziare gli amici di Arena Metato per i tanti racconti ascoltati in questi giorni. «C’è un Francesco Morini serio, determinato e rigoroso che quando aveva quindici anni ed era appena passato alla Sampdoria non andava in spiaggia con gli amici e lo trovavano sull’argine del Serchio che si allenava correndo con l’attrezzatura da pescatore molto pesante attaccata al corpo». Un ragazzo che andava a letto presto e che non voleva mai vedersi sfuggire il pallone come da bambino. «Poi c’è il Morini che abbiamo conosciuto io e mio fratello Andrea – prosegue Jacopo nel suo omaggio al padre che segue il saluto di Andrea, musicista piuttosto conosciuto, e di uno dei nipoti di Morino – un babbo, come dite da queste parti, sempre sorridente e pronto a raccontare barzellette alle cene. A noi ha insegnato ad essere indispensabili nel lavoro che facciamo. Vi ringrazio per questi ricordi molto belli che avete lasciato in eredità a me, a mia madre e mio fratello. Noi siamo nati a Torino, ma ci sentiamo da sempre “metatorinesi”. Anche stavolta purtroppo ha giocato d’anticipo lasciandoci troppo presto». Dopo queste parole un lungo applauso di tutta la chiesa al termine di una cerimonia commovente, aperta dal ricordo di Morini del parroco don Edward Domagala, seguita da oltre cento persone, tutto nel rispetto delle norme anti-Covid, molte delle quali sono rimaste all’esterno. Presenti l’ex compagno di squadra alla Juventus Marco Tardelli e Michel Platini, che arrivò a Torino proprio quando Morini era diventato direttore generale bianconero da un paio di anni. «Francesco rappresentava in maniera perfetta l’italiano. Era l’Italia in tutto e per tutto. Per l’eleganza, per la bellezza, per l’ironia, la leggerezza. Era l’italiano vero, come recitava una famosa canzone». Platini si è trattenuto a lungo in chiesa con i figli e la moglie di Morini. Commosso anche Marco Tardelli, che all’uscita della chiesa ha espresso il suo cordoglio: «Di Francesco ho tantissimi ricordi e sono solo ricordi belli». Presenti anche l’allenatore viareggino Eugenio Fascetti e l’ex difensore Alberto Batistoni. Presente l’amministrazione comunale di San Giuliano Terme. In mattinata ha reso omaggio a Morini anche l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri.

Altro servizio a pag. 14

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