Sicurezza
Il dossier: rischio incendi per la pineta di Tirrenia
Un cittadino lancia l’allarme con una serie di foto: troppa biomassa infiammabile «Intervenite prima che scoppi un maxi rogo, ci sono tanti potenziali inneschi»
Pisa. È un verio e proprio grido d’allarme, accompagnato da un dossier fotografico, quello lanciato da un cittadino, Claudio Ceroni, in merito alle condizioni della pineta compresa tra le strutture balneari e l’abitato di Tirrenia; un dosser inviato anche Regione Toscana, Comune di Pisa, Ente Parco.
«Allo stato attuale – sottolinea – gran parte di quella che era una pineta è lasciata a se stessa, senza una gestione attiva per cui decine di ettari di superfice sono abbandonati e costituiscono una vera e propria esplosione di biomassa in uno dei posti più ventosi della Toscana dove basta una scintilla e si incendia tutto all’interno di un centro abitato coinvolgendo le strutture turistiche». A suo avviso non ci sono dubbi: siamo di fronte a un concreto pericolo, «con alberi che cadono, cortecce che si staccano come scaglie di pelle secca, lunghi fili di arbusti e rovi che penzolano dai tronchi ridotti in scheletri, con i pochi pini rimasti aggrediti e soffocati dalle piante infestanti, mentre nel sottobosco, diventato ormai un intreccio inestricabile, crescono altri arbusti infiammabili senza che nessuno senta il dovere di rimuoverli». Non solo: «È un’area a forte rischio, soprattutto per l’elevata presenza di insediamenti abitativi Marina di Pisa e Tirrenia, per attività turistico ricettive, aree di sosta, parcheggi, accessi al mare proprio, all’interno della zona boscata di quella che era una pineta ed oggi si presenta come una vera e impenetrabile foresta. Il rischio di incendio è elevatissimo; gli intrecci delle piante infestanti sono sul ciglio della strada ed arrivano a congiungersi nei vialetti di accesso ai bagni per cui è sufficiente un mozzicone di sigaretta gettato inconsapevolmente o il gesto di una persona sconsiderata per far scoppiare un incendio con gli arbusti che iniziano a bruciare, poi volano finchè non atterrano da qualche altra parte innescando una nuova distruzione. Ma ci sono anche situazione oggettive dovute alle attività turistiche come i cassonetti dell’immondizia le cui piazzole si trovano proprio all’interno della zona boscata oppure le autovetture parcheggiate sotto le fronde della vegetazione». Quindi «Decine di cassonetti che possono costituire vere e proprie fonti di innesco e centinaia di auto parcheggiate all’interno dell’area boscata, per cui è sufficiente un piccolo sversamento di carburante per provocare una situazione che in caso di incendio diventerebbe fuori controllo con le auto e le persone bloccate all’interno delle strutture balneari. La necessita di dotarsi di un piano di gestione delle pinete litoranee non è più rinviabile per pianificare le azioni e i monitoraggi essendo la pineta un soprassuolo che richiede una corretta gestione».
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