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Al via le sospensioni per i no-vax L’Ordine: in regola 3 dei 4 medici
Le Asl inviano i primi provvedimenti nei confronti di chi non ha aderito alla campagna vaccinale
Danilo Renzullo
PISA. Vaccinati, ma sospesi. Rischia di trasformarsi in un “giallo”, con possibili strascichi giudiziari, l’invio delle notifiche di sospensione dal servizio a tre medici impiegati in varie strutture sanitarie, pubbliche e private, di Pisa e provincia. Un atto per comunicare l’interruzione forzata dell’attività con effetto immediato e fino al 31 dicembre.
I tre risultano tra le varie centinaia di operatori sanitari che non si sono sottoposti al ciclo vaccinale contro il Covid-19 e tra quelli che non si sono adeguati o hanno alzato le barricate contro l’obbligo vaccinale introdotto nei mesi scorsi dal governo per tutti gli operatori che lavorano in ambito sanitario. O almeno, non risultavano negli elenchi con i quali le aziende sanitarie hanno verificato le singole posizioni.
All’arrivo delle notifiche, inviate contemporaneamente ai camici bianchi, ai datori di lavori e all’Ordine dei medici, quest’ultimo ha eseguito un’ulteriore verifica. Da questa è emersa che due hanno avviato l’iter di vaccinazione pochi giorni fa, mentre il terzo avrebbe già completato il ciclo vaccinale sottoponendosi alle somministrazioni in un hub della Spezia. Una sorta di blackout burocratico. Che potrebbe ora essere risolto con una sorta di sospensiva del provvedimento in attesa di ulteriori verifiche. Contrariamente, i medici dovranno appellarsi al Tar in quanto la procedura non prevede la possibilità di presentare un ricorso ai collegi di disciplina dell’Ordine.
In totale sono state quattro le comunicazioni di sospensione dal servizio inviate dalle aziende sanitarie (tre dall’Asl Toscana nord ovest, competente per l’area pisana, una dall’Asl Toscana centro, competente invece per il Valdarno) ad altrettanti medici impiegati in provincia di Pisa. Il quarto non solo è risultato tra quelli che ancora non si sono sottoposti alla somministrazione di un vaccino contro il nuovo coronavirus, ma non ha nemmeno fornito dei motivi validi per giustificare la mancata adesione alla campagna vaccinale.
Tre dei quattro camici bianchi fanno parte del primo contingente di circa cento operatori sanitari dell’Asl Toscana nord ovest che non si sono ancora immunizzati e a cui l’azienda sanitaria sta inviando un atto di accertamento che determinerà la sospensione immediata per inosservanza all’obbligo vaccinale. «Il personale che sta per ricevere questo atto di accertamento – spiega il direttore sanitario aziendale, Luca Lavazza – può sanare in qualsiasi momento la propria posizione e interrompere la sospensione vaccinandosi direttamente, approfittando anche dell’accesso libero che viene garantito da lunedì scorso in tutti gli hub del nostro territorio aziendale».
In tutto il territorio di competenza (province di Massa Carrara, Lucca, Livorno e in parte Pisa), l’Asl Toscana nord ovest ha individuato circa 1.400 operatori sanitari (medici, infermieri, operatori socio-sanitari, farmacisti, biologi, tecnici sanitari, pediatri, operatori delle Rsa, massofisioterapisti e assistenti di studi odontoiatrici) non vaccinati e che non hanno fornito giustificazioni valide per un eventuale esonero dall’obbligo vaccinale. Chi riceve la comunicazione, che ha come conseguenza la sospensione dall’attività svolta in ambito sanitario, può essere eventualmente “reintegrato” dal datore di lavoro in altre mansioni, ma non a contatto con i pazienti.
«Per quanto riguarda i medici si tratta di un numero molto basso – sottolinea Giuseppe Figlini, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Pisa, che vanta oltre 5mila iscritti – e di questo sono molto soddisfatto perché significa che il personale medico nella quasi totalità ha risposto all’appello a vaccinarsi aderendo in maniera massiccia alla campagna di vaccinazione. C’è stata un’ottima risposta – conclude Figlini – com’è giusto e necessario che sia».
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