Sicurezza
Dall’Uzbekistan e dal Togo per i test di ammissione
Prima prova (Medicina veterinaria) per l’accesso ai corsi a numero chiuso 700 aspiranti matricole universitarie nella tensostruttura dell’ippodromo
Danilo Renzullo
PISA. C’è chi è arrivato dal Togo e chi dall’Uzbekistan. Chi ha attraversato l’Italia e chi, invece, l’intera Europa. Tutti con lo stesso obiettivo chiuso in valigia: “conquistare” un posto in uno dei corsi a numero chiuso dell’Università di Pisa. Si sono aperti ieri i test di ammissione all’Ateneo pisano, tornati dopo anni di “esilio” (da Lucca a Pontedera) sul territorio comunale e in una location inedita: l’ippodromo di San Rossore, dove è stata allestita una tensostruttura di oltre 9mila metri quadri in grado di ospitare fino a 2.400 banchi rispettando il distanziamento fisico e gli accorgimenti imposti dall’emergenza sanitaria, ma anche quelli per prevenire eventuali “scambi” di materiali tra candidati.
Fino al 30 settembre saranno quasi 6mila le aspiranti matricole che si alterneranno alle prove per l’accesso a 13 corsi di laurea. «È una grande soddisfazione aver riportato a Pisa le prove per l’accesso ai corsi a numero chiuso – dice Stefania Milella, coordinatrice dell’ufficio studenti dell’Università di Pisa –. Questo risultato è il frutto dell’ottima sinergia tra tutte le istituzioni e gli enti cittadini coinvolti, e dell’intenso lavoro delle ultime settimane». I primi a solcare la soglia del tendone, che per un mese farà da sfondo alle tribune dell’ippodromo e al verde della Tenuta, sono stati gli aspiranti studenti del corso di laurea in Medicina veterinaria. Oltre 700, provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri. Protagonisti di un doppio esordio. Quello delle prove di ingresso nell’area dell’ippodromo e quello del Green pass per l’accesso in una sede universitaria. Provvedimento, quest’ultimo, che ha imposto anche una modifica alla struttura allestita nel Parco con l’installazione di una piattaforma esterna al coperto per permettere i necessari controlli.
Lì, dove le app verificano la correttezza della certificazione verde e dove i candidati presentano un’autocertificazione per escludere eventuali infezioni o sintomi da Covid-19, sogni e speranze di centinaia e centinaia di aspiranti studenti dell’Ateneo pisano si mescolano agli sforzi di una macchina organizzativa che ha visto in campo centinaia di persone. Oltre duecento i vigilantes impegnati nei controlli anti-Covid e nella gestione dei flussi dei candidati, chiamati a presentarsi a scaglioni per evitare assembramenti, che si aggiungono ai volontari della Croce Rossa presenti all’esterno della struttura con una postazione di primo soccorso. Controlli e deposito di documenti precedono la consegna di un braccialetto colorato che indica l’area del padiglione e il numero di banco assegnato.
A ogni candidato viene fornita anche una mascherina Ffp2. Borse e zaini sigillati in una busta di plastica per prevenire l’eventuale uso di smartphone, calcolatrici e per impedire possibili “sbirciatine” a libri ed appunti.
Il flusso, iniziato alle 9.30, si è concluso poco dopo le 12. Alle 13 l’ora “X” con l’inizio dei test sulla base delle prove fornite dal ministero. Stesse domande, ma “elencate” in ordine diverso per impedire agli aspiranti studenti di copiare. Due ore di tempo per compiere quello che per molti sarà il primo passo di un lungo percorso.
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