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Il personaggio 

Marco Martinelli e le Molecole d’amore

Amanda Fincatti
Marco Martinelli e le Molecole d’amore

Cantante, presentatore, dottore di ricerca al Sant’Anna è approdato alla finalissima del Premio Lunezia

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Amanda Fincatti

San Giuliano. Vive a San Giuliano Terme uno dei finalisti che concorrono nella categoria “cantautori” del Premio Lunezia Nuove Proposte 2021: Marco Martinelli è arrivato con un leggero ritardo al Saxò di Roma, locale dove si sono svolte le esibizioni dei 24 partecipanti arrivati alle Semifinali, l’ultimo 29 luglio. Nonostante l’agitazione derivata dall’essersi perso a Roma e di aver sbagliato posto prima di raggiungere la destinazione giusta, Marco “il giallino” ha comunque ottenuto l’apprezzamento della giuria con il suo brano “Molecole d’amore”. Cantante e conduttore televisivo, Marco è un coltivatore di passioni e si ritiene un performer sin da quando era piccolo, «un’artista molecolare connesso all’iperspazio» - si presenta. Ha trent’anni e da poco ha ottenuto un dottorato di ricerca in biotecnologia vegetale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, istituto per il quale lavora svolgendo il doppio compito di divulgare la scienza e di fare ricerca. La grande finale della XXVI edizione del Premio si è tenuta per la prima volta, alla Versiliana, a Marina di Pietrasanta, ieri sera. Il Festival che premia per meriti musical-letterari è nato nel 1996, ad Aulla, in Lunigiana, ha ospitato nomi come Fabrizio De Andrè, Claudio Baglioni e Laura Pausini. I brani finalisti sono stati promossi da Radio Rai nelle varie edizioni di Rai Radio Uno, Rai IsoRadio e Rai Radio Live. Il vincitore volerà a New York come ospite del Festival della Canzone italiana, nonché avrà il diritto di presentarsi alle fasi finali di Area Sanremo 2022.

Marco ricorda di avere iniziato a quindici anni, con lezioni di pianoforte all’Accademia Il Pentagramma. «In quel periodo portavo avanti anche la passione per la pallavolo, sport con il quale sono arrivato in serie C. Erano due attività molto impegnative e ad un certo punto ho scelto di sostituire lo studio del pianoforte con il canto. Sin dall’inizio ho vissuto questo impegno come una vera passione. Non ho iniziato prestissimo, ma sono stato molto fortunato perché ho avuto degli insegnanti davvero bravi, come Cinzia Tenducci, Valeria Iaquinto, Michela Lombardi e Manuela Bollani. Non ho più smesso di cantare e di fare provini. Nel 2012 sono andato a X-Factor, arrivando al BootCamp con il brano “Eri tu”».

Poi, già laureato in Bioteconologie Agro-Industriali con una ricerca sull’utilizzo terapeutico della cannabis, nel 2014 – prosegue – «sono stato ammesso nel programma “Forte Forte Forte”, condotto da Raffaela Carrà, con la quale ho avuto l’opportunità di lavorare per tanti mesi. In seguito ho iniziato il mio percorso televisivo con Rai Cultura, girando le puntate di “La scienza in Gioco” per una divulgazione scientifica “pop”, come piace a me. Dopo ho partecipato al concorso della rassegna musicale pisana “DisCanto”. Anche se non sono passato in finale, in giuria c’erano Antonio Poggio e Mariella Nava i quali si dimostrarono molto fiduciosi nei miei confronti. Sono andato a Roma su invito di Mariella. Lei è diventata la mia “mamma musicale” e tuttora lavoriamo insieme. Ed è stato anche grazie a lei che sono arrivato alla finale del Premio Lunezia».

Sul palco del Festival hai presentato “Molecole d’amore”. Di cosa parla la tua canzone? «È un testo che parla di legami chimici paragonandoli ai legami tra le persone, una metafora dell’amore. La mia canzone esprime gentilezza, esprime speranza verso l’umanità. Noi possiamo fare la differenza e possiamo fare tanto per migliorare il mondo. Dobbiamo avere questa speranza».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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