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a pontasserchio 

Serata al circolo Arci per il popolo afgano e un aiuto a Emergency

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san giuliano. Iniziativa per la popolazione afgana (nella foto la fuga da Kabul) domani alle 18 al circolo Arci di Pontasserchio.

Saranno presenti Stefano Pallottino di Emergency, Bruno Possenti dell’Anpi provinciale, Andrea Vento docente ed esperto di geopolitica, una rappresentate della Casa della donna, Gianfranco Sanciu presidente del circolo e Franco Marchetti che introduce e coordina l’iniziativa. Seguirà un apericena il cui ricavato sarà devoluto a Emergency.

«Odio gli indifferenti, chi vive veramente non può non essere cittadino e non parteggiare, indifferenza e abulia, parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti». Cosi diceva Antonio Gramsci in parlamento contro gli indifferenti al fascismo.

«Quella lezione ancora oggi è attualissima, non si può essere indifferenti ad un mondo che implode e calpesta i diritti e le tutele delle persone per salvaguardare i privilegi di pochi – spiegano dal circolo Arci –. Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 che tutti salutarono come la caduta di un simbolo di oppressione e l’inizio di un nuovo mondo. Invece, dopo quella data nella sola Europa sono stati costruiti muri per oltre mille chilometri ed interessano i Paesi del continente. Muri che servono a respingere, bambini, donne persone innocenti che fuggono da una guerra subita. Quello che sta avvenendo oggi in Afghanistan col ritiro delle truppe della Nato l’instaurazione di coloro che c’erano venti anni fa e gli fu dichiarata guerra, una guerra assurda e sbagliata come lo sono tutte le guerre, e per giunta persa, rischia di calpestare di nuovo i diritti e le tutele delle persone, le donne in primis. Ora ci sono donne bambini che fuggono da un futuro incerto e tragico, la comunità internazionale dopo che ha causato questo ennesimo disastro non può fuggire con la coda tra le gambe e lasciare queste persone al loro destino. Che si aprano corridoi umanitari, si intervenga con tutte le risorse democratiche possibili per garantire queste persone, per garantire un futuro a quel paese, non basta dire che gli afgani saranno padroni del loro destino, quando sono state distrutte le basi per una comunità che sappia convivere. Non c’è futuro per l’umanità se a prevalere sono gli indifferenti e ogni uno pensa al proprio interesse, non c’è futuro se anche ogni uno di noi non riscopre quei valori di pace e solidarietà. Da subito c’è bisogno di intervenire per salvaguardare la popolazione afghana, non alzare muri ma protendere le braccia in segno di accoglienza».

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