Il Tirreno

Pisa

la battaglia sul “giardino verticale” 

Via Pellizzi, il Comune ricorre al Consiglio di Stato

Danilo Renzullo
Via Pellizzi, il Comune ricorre al Consiglio di Stato

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Danilo Renzullo

pisa. Il Comune ricorre contro il Tar e la realizzazione del cosiddetto “Giardino verticale” rischia di trasformarsi anche in una battaglia legale. Palazzo Gambacorti ha deciso di impugnare di fronte al Consiglio di Stato la sentenza con la quale il Tar della Toscana ha annullato il permesso a costruire rilasciato dall'ente nel marzo dello scorso anno a favore dell'impresa generale di costruzioni Ferrante di Cascina per concretizzare il progetto di rigenerazione dello stabile di via Pellizzi che un tempo ospitava i Monopoli di Stato.

Con sentenza del 13 luglio il Tar ha accolto le richieste del comitato “Via Battelli – Per una città e un territorio vivibili” che avevano avviato un braccio di ferro con l'amministrazione contro il via libera ad un progetto le cui caratteristiche iniziali prevedevano la costruzione di un immobile da cinque piani per un totale di venti appartamenti (oltre a garage e cantine) successivamente modificato con una variante in corso d'opera che ha portato al “taglio” di un piano e di sei appartamenti. Progetto che secondo il comitato avrebbe causato «un grave impatto su una zona della città già satura, che si vedrà costretta a sopportare un carico insediativo non ricevibile aggravando le problematiche relative alla scarsità di servizi e incidendo negativamente sulla vivibilità del quartiere».

Il Tar, annullando il permesso, ha evidenziato che l’amministrazione “deve verificare, al momento del rilascio dei titoli abilitativi, l’impatto degli interventi di sostituzione edilizia sul carico urbanistico dell’area interessata, svolgendo al riguardo apposita e specifica istruttoria” e precisato che “tale indagine è mancata nel caso in esame e in questi limiti meritano di essere accolte le censure articolate dai ricorrenti con il primo motivo di impugnazione, con conseguente annullamento del permesso di costruire e obbligo del Comune di rinnovare le proprie valutazioni sul progetto di intervento, colmando il rilevato difetto istruttorio”.

Il ricorso al Tar presentato dal comitato ha portato all'annullamento del permesso a costruire e alla momentanea sospensione del cantiere che punta a realizzare uno stabile caratterizzato dallo sviluppo del verde verticale. Con apposita ordinanza, lo scorso 16 luglio il Comune ha disposto «la sospensione in via cautelare dell’efficacia per il tempo strettamente necessario ad effettuare un'apposita e specifica istruttoria come stabilito dalla sentenza del Tar». Nel frattempo, Palazzo Gambacorti ha schierato i propri legali per vedersi riconosciuta la legittimità degli atti autorizzativi rilasciati. Lunedì prossimo, intanto, l’assessore all'urbanistica Massimo Dringoli e la dirigente della direzione urbanistica Daisy Ricci riferiranno in prima commissione sulla sentenza del Tar e sugli ultimi sviluppi dell'iter rispondendo alla richiesta di convocazione dei consiglieri Matteo Trapani e Marco Biondi (Pd) e Francesco Auletta (Diritti in comune).

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