Sicurezza
Per sistemare la chiesa servono trecentomila euro
Don Cecconi replica agli autori della lettera al Papa per riaprire il luogo di culto «Stanziati 10mila euro e sono stati presentati i progetti per ottenere i contributi»
calci. Non è stata dimenticata la chiesa di Montemagno chiusa da tre anni. Anzi, progetti e richieste di finanziamenti sono sul tavolo da tempo.
Deve essere seguito l’iter per avere accesso ai fondi.
Lo garantisce don Antonio Cecconi dopo aver appreso della lettera (notizia data da Il Tirreno il 3 agosto) che alcuni fedeli hanno scritto al Papa «inviandola per conoscenza all’arcivescovo, ma non al sottoscritto» fa sapere il religioso, per riaprire la chiesa parrocchiale, chiusa da circa tre anni per il crollo di una porzione di tetto.
Una delle motivazioni dell’appello al successore di Pietro è che Montemagno diede i natali a un papa, il Beato Eugenio III, verso la fine dell’undicesimo secolo.
«Senza entrare nel merito dell’opportunità del coinvolgimento pontificio, faccio presente ciò che è stato fatto fino ad ora e quello che la diocesi e la parrocchia hanno in programma – chiarisce don Cecconi –. La diocesi ha stanziato la somma di 10mila euro che sono stati impiegati per una ricognizione dettagliata dello stato di salute dell’intera copertura dell’edificio, da cui è emersa la necessità di una totale revisione dell’orditura lignea con la sostituzione di numerosi elementi nonché del manto di copertura in laterizio (embrici e tegoli). Ad onere dell’Unità pastorale (e non delle casse, vuote, della parrocchia di Montemagno) si era in precedenza provveduto a puntellare parte della travatura pericolante, ad allestire una copertura provvisoria, ad effettuare altri saggi necessari per il progetto da presentare, per una spesa di alcune migliaia di euro».
Il progetto, redatto dall’architetto Daniele Rossetti col concorso dell’ingegner Davide Ciabatti per la parte strutturale, è all’attenzione dell’ufficio tecnico della curia di Pisa e della Soprintendenza in vista dell’inoltro agli uffici della Cei allo scopo di ottenere il finanziamento dai fondi dell’otto per mille versato dai contribuenti italiani. Una parte progettuale necessaria da impostare e preparare per poter presentare le richieste di finanziamenti.
«La somma dei lavori da eseguire ammonta a 298mila euro prevedendo il contributo della Cei (Conferenza episcopale italiana) pari al 70 per cento. Resterà da trovare il restante 30 per cento – spiega don Cecconi –. Si tenga presente che l’ubicazione dell’edificio con il problematico allestimento del cantiere incide sui costi. Poiché gli estensori della lettera al Papa segnalano anche la mancanza del suono delle campane, dovrebbe essere noto che la parte di tetto crollato ha distrutto la centralina elettrica dei comandi. Il ripristino della quale non rientra nei lavori previsti, possibile se il popolo di Montemagno se ne farà carico. Tutto ciò detto, non mi resta che confidare nella collaborazione di quanti hanno a cuore non solo la storia passata ma il futuro di una comunità e della sua chiesa ».
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