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Pisa

Morto a San Giuliano

I funerali dello studente carbonizzato: «Ora è il tempo del silenzio e del dolore»

Luigi Dolce
I funerali dello studente carbonizzato: «Ora è il tempo del silenzio e del dolore»

La cerimonia a Marsala, città d’origine di Francesco Pantaleo. I genitori hanno rinunciato a ricevere le condoglianze 

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PISA. «Restiamo in silenzio di fronte a tanto dolore. In queste ore la comunità deve stringersi attorno ai familiari del nostro Francesco. E ai giovani dico di coltivare la fiducia e la speranza».

Catapultati nella maniera più tragica nel clamore mediatico, i familiari di Francesco Pantaleo, lo studente trovato morto carbonizzato a San Martino a Ulmiano (San Giuliano), hanno affidato a una cerimonia funebre sentita e riservata il loro ultimo saluto al giovane scomparso. A Marsala, città d’origine di Francesco, una piccola folla commossa di giovani e meno giovani ha atteso il feretro del ragazzo accompagnato dai genitori, dalla sorella, dai parenti e dagli amici affranti dal dolore. La famiglia ha rinunciato a ricevere le condoglianze. Presente alla cerimonia funebre il sindaco Massimo Grillo.

Gli interrogativi sulla scomparsa prima e poi sulla fine di Francesco hanno divorato la serenità della famiglia per lunghe settimane. Un fardello portato con grande dignità fin dai primi giorni, quando i genitori sono arrivati a Pisa per seguire il più da vicino possibile le ricerche per la scomparsa del ragazzo. Fino alla notizia che ha spezzato ogni speranza, quando il cadavere fin lì anonimo ritrovato carbonizzato nella frazione di San Martino a Ulmiano è stato ricollegato al ragazzo marsalese dopo la prova del dna.

Sono stati molti gli esercizi commerciali nel centro della città siciliana che hanno aderito all’invito del sindaco di onorare Francesco Pantaleo spegnendo le luci dei loro negozi e abbassando le saracinesche per tutto il periodo della funzione religiosa. E di fronte al Comune e al palazzo del consiglio comunale le bandiere sventolavano blande a mezz’asta.

«Nostro fratello Francesco è passato da questo mondo, purificato dal sacrificio e liberato da ogni peccato – le parole pronunciate dall’arciprete don Marco Renda durante la funzione religiosa – e affidiamo a Dio la giovane vita di Francesco. A noi che soffriamo di questo distacco non venga meno la speranza di tornare insieme a lui per rivivere quell’amore che ci ha uniti».

La salma del ragazzo era arrivata due giorni prima, dopo il nulla osta della Procura di Pisa. Dall’autopsia non è emerso nulla che potesse fare pensare a una morte violenta precedente al rogo.

Si attendono ancora gli esiti ufficiali dell’esame tossicologico e di quello dei tessuti, per capire se prima di morire il ragazzo avesse ingerito qualche sostanza e se ci fossero tracce di un contenitore (mai trovato vicino al cadavere) per trasportare qualche sostanza infiammabile.


 

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