Toscana
Residenti e istituzioni in guerra continua sul guado dello Zambra
Attraversa il torrente in località Baragaglia ed è diventato spesso inutilizzabile. Rimpallo di gestione con il Consorzio
Paolo Falconi
calci. Un guado unisce le due sponde del corso d’acqua, ma non in questo caso. Un guado aiuta il passaggio della gente, in questo caso la fa disperare. Si tratta del guado che attraversa il torrente Zambra in località Baragaglia, territorio di Calci. Tanti anni fa – ricordano anche con un po’ di rabbia gli abitanti nei suoi dintorni – si entrava dentro il fiume anche con l’auto, e se il torrente era in piena, l’acqua arrivava agli sportelli. Ma si passava.
Poi, ecco gli interventi dell’uomo. Una decina d’anni fa venne messo nel mezzo del torrente una specie di prefabbricato di cemento, poi vennero aggiunti due tubi grossi di cemento per far defluire l’acqua più velocemente in caso di piena. Alzarono anche le due sponde. Ma da quel momento i disagi per gli abitanti della zona sembrano aumentati. Quando c’è la piena, da quelle parti, rimangono isolati: gli abitanti non possono passare né a piedi, né in bicicletta, figurarsi con la macchina. Questo succede anche se piove con insistenza, visto che le due buche si riempiono d’acqua.
A febbraio 2005 ci fu un intervento di circa 330mila euro che riguardava lo scavo e il risezionamento del torrente nel tratto tra il ponte di Nicosia e il guado della Baragaglia e del rio di Santo Pietro in quello finale tra la Baragaglia e Caprona. Il letto dello Zambra in quel tratto tende a spianare, facilitando quindi l’accumulo di sedimenti provenienti dal monte. Sedimenti che alla lunga finiscono comunque di ostruire il passaggio delle acque. Il Comune di Calci aveva richiesto il finanziamento alla Regione per la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico. A questo punto le famiglie della zona hanno fatto una lettera di richiesta di “un semplice lavoro” per riempire le buche con dello stabilizzato cementato che colleghi il prefabbricato alle rive e nel caso di piena non crei più delle buche. Tale lettera è stata inviata alla Regione Toscana, al Comune di Calci e al Consorzio di Bonifica 4 Valdarno. La Regione ha risposto: la strada è privata e se fate dei lavori dovete chiedere il permesso. Il Comune ha detto che la strada è privata ma dove si deve intervenire non è dei privati, essendo all’interno del fiume: quindi dovrebbe essere il Consorzio di Bonifica 4 Valdarno a intervenire. Infatti è l’unico che non ha ancora risposto. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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