Il Tirreno

Pisa

Didattica a distanza, raccolte oltre 300 firme per dire di no

. Danilo Renzullo
Didattica a distanza, raccolte oltre 300 firme per dire di no

Petizione delle famiglie di studenti del dini e del buonarroti 

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PISA. Oltre trecento firme per dire no alla didattica a distanza e sollecitare le istituzioni a trovare una soluzione alla carenza di spazi ed aule scolastiche, necessarie ad assicurare il distanziamento fisico e il pieno svolgimento in presenza delle lezioni. In pochi giorni ha raccolto 320 adesioni la petizione promossa da un gruppo di genitori di studenti che frequentano gli istituti Dini e Buonarroti con l’obiettivo di chiedere al Comune e alla Provincia di Pisa di mettere a disposizione immobili vuoti, adatti alle esigenze delle scuole, per scongiurare il rischio di un prolungamento (parziale o totale) della didattica a distanza.

«A Pisa persiste una cronica mancanza di aule che colpisce particolarmente le scuole con il maggior numero di studenti – sottolinea il gruppo –: problema a cui i dirigenti scolastici hanno cercato autonomamente in passato di far fronte. Con la pandemia, che ha imposto il distanziamento e le quarantene per la salvaguardia della salute collettiva, questo equilibrio precario si è rotto e nessuno ha programmato e investito affinché le strutture scolastiche potessero garantire ai ragazzi il diritto allo studio. È necessario attivare nuovi spazi – è la richiesta – per evitare il prolungarsi della didattica a distanza, ipotesi totalmente inaccettabile. I risultati della didattica a distanza sono infatti sotto gli occhi di tutti: le prime analisi mostrano un incremento dell’abbandono scolastico, le disparità, l’ignoranza e i disturbi psichici».

Rispetto allo scorso anno scolastico, gli istituti superiori dovranno rinunciare anche agli spazi del Polo Piagge messi a disposizione dall’Università di Pisa, che tornerà in “possesso” della struttura per garantire il ritorno in aula della maggior parte dei propri iscritti. Secondo i calcoli del gruppo promotore della raccolta firme, il Buonarroti necessita di ulteriori 17 aule e il Dini di 21 classi aggiuntive per assicurare a tutti gli studenti la didattica in presenza. «Nel 2019, ben prima della diffusione della pandemia, in una partecipata assemblea dei genitori, degli insegnanti e degli studenti del Buonarroti, l’amministrazione provinciale ha dato ampie rassicurazioni sulla ristrutturazione dei locali dell’ex biblioteca provinciale e ha promesso cinque aule in più per l’anno scolastico 2020-2021 – ricordano i genitori –. Pur consapevoli che una dotazione tanto risicata incide in maniera insufficiente sul problema degli spazi, chiediamo che per l’inizio dell’anno si mantengano le promesse fatte due anni fa».

Promossa dai genitori degli studenti che frequentano gli istituti Dini e Buonarroti, la petizione ha raccolto le preoccupazioni e le richieste di studenti e famiglie appartenenti alla maggior parte delle scuole superiori cittadine. «Il problema della carenza di aule non riguarda solo i licei scientifici, ma gran parte degli istituti secondari della città – evidenzia il gruppo –. Attendiamo risposte dalle istituzioni locali perché si attivino immediatamente per la ristrutturazione degli spazi già destinati alle scuole e per la messa a disposizione di nuovi spazi. Le risposte devono essere immediate: settembre è a un passo ed è solo con fatti concreti che gli enti locali e le istituzioni possono mostrare in quale reale considerazione tengono la scuola, la formazione dei giovani e il benessere delle famiglie».

Danilo Renzullo

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