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Pisa

la campagna anti-covid 

Asl, piccolo esercito senza la vaccinazione Sospensione per centinaia di dipendenti

Danilo Renzullo
Asl, piccolo esercito senza la vaccinazione Sospensione per centinaia di dipendenti

Medici, pediatri, farmacisti, tecnici e infermieri hanno ignorato il sollecito a mettersi in regola inviato dall’Azienda sanitaria

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Danilo Renzullo

pisa. L'invito a sottoporsi al vaccino è caduto nella maggior parte dei casi nel vuoto. Respinto.

O meglio, non recepito dalle centinaia di sanitari che non risultano ancora nelle liste di coloro che hanno ricevuto almeno la prima dose di un siero anti-Covid. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari. E ancora farmacisti, operatori delle Rsa e tecnici sanitari.

Un piccolo esercito composto da centinaia e centinaia di operatori sanitari, impiegati in strutture pubbliche o private, che si oppone alla somministrazione rischiando la temporanea sospensione dal servizio. Almeno quattro, cinque mesi di stop (o, se possibile, il trasferimento in ruoli non a contatto con pazienti) e stipendio azzerato per non essersi adeguati o aver alzato le barricate contro l'obbligo vaccinale introdotto nei mesi scorsi dal governo.

Sono 1.143 le lettere (spedite tramite raccomandata o posta elettronica certificata) inviate nelle scorse settimane dall'Asl Toscana Nord Ovest ad altrettanti operatori sanitari residenti nella zona pisana di competenza dell'Azienda sanitaria (i territori comunali di Pisa, Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano, Cascina, Fauglia, Crespina Lorenzana, Orciano Pisano e Vicopisano) che non risultano negli elenchi regionali dei sanitari che si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid.

Si tratta di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, farmacisti, biologi, tecnici sanitari, pediatri e operatori delle Rsa, dipendenti dell’Asl, dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (dove risulta vaccinato oltre l’85% del personale impiegato) e di altre Aziende sanitarie toscane.

A questi si aggiungono gli “operatori di interesse sanitario”, personale che svolge la propria attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali (tra questi, in particolare, massofisioterapisti, operatori socio-sanitari e assistenti di studi odontoiatrici).

Una missiva, quella a firma dell'Azienda sanitaria, che ha l'obiettivo di invitare il personale a rispettare l'obbligo o, in alternativa, a chiarire la propria posizione giustificando una decisione che disattende il provvedimento governativo. Poche centinaia quelli che hanno risposto (secondo la procedura la “replica” deve essere inviata entro cinque giorni dal richiamo verbale ricevuto) motivando la propria assenza dagli elenchi della Regione Toscana. Alcuni hanno allegato la richiesta di prenotazione del vaccino, altri la certificazione che dimostra la ricezione di almeno la prima dose, evidenziando così la volontà di iniziare o portare a termine il percorso vaccinale. Altri ancora hanno inviato un certificato medico per giustificare l'impossibilità a sottoporsi alla vaccinazione a causa di patologie o di uso di farmaci non compatibili con i sieri. Qualcuno si è invece schierato apertamente contro l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari introdotto dal governo cercando di dimostrare, attraverso i pareri di alcuni legali, l’incostituzionalità del provvedimento.

In totale, l'Asl ha ricevuto 2.700 risposte su circa 6.400 sollecitazioni inviate ad altrettanti operatori sanitari residenti nelle zone di sua competenza (province di Lucca, di Livorno, di Massa Carrara e, in parte, di Pisa). Almeno 3.700 gli operatori sanitari segnalati dalla Regione Toscana che non hanno motivato il rifiuto a sottoporsi alla vaccinazione contro il nuovo coronavirus o, comunque, che non hanno dimostrato l'adesione alla campagna vaccinale.

Nei giorni scorsi si è riunito un apposito comitato istituito dall'Azienda sanitaria, chiamato ad analizzare e valutare le singole risposte ricevute. Successivamente, i nominativi di chi non ha prodotto motivazioni valide saranno segnalati insieme a chi non ha risposto alle sollecitazioni dell'Asl ai datori di lavoro e agli ordini professionali di appartenenza. Questi ultimi, come previsto dalla legge, faranno scattare le sospensioni dall’attività svolta. Un provvedimento che resterà in vigore fino a quando l’operatore non deciderà di aderire alla campagna vaccinale o, comunque, fino al 31 dicembre (termine che nei prossimi mesi potrebbe essere prorogato) con relativo stop all'erogazione degli stipendi.

Chi sarà colpito dal provvedimento, non potrà presentare ricorso ai collegi di disciplina degli Ordini, ma solo al Tar. Un iter che dovrebbe concludersi nel giro di poche settimane e che potrebbe portare alla momentanea sospensione dal servizio di centinaia e centinaia di lavoratori pisani del comparto sanitario. —

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