«Troppe zone insicure, i privati pronti all’acquisto di telecamere»
Le richieste e le proposte di comitati cittadini e dell’associazione “Sguardo di vicinato” alla prefettura
PISA. Dati definiti allarmanti sui quartieri carenti di illuminazione e telecamere. No all’eliminazione della Ztl sui lungarni. Sì a un patto sociale. Il Coordinamento dei comitati cittadini e l’associazione Sguardo di vicinato hanno presentato al Tavolo sulla sicurezza urbana in Prefettura una mappatura delle maggiori criticità nelle strade e piazze cittadine, «per le quali è urgente intervenire – dicono – realizzando adeguati controlli per le preoccupanti illegalità» quali spaccio di sostanze stupefacenti, vendite abusive di alcol, danneggiamenti di beni pubblici e privati, furti, assembramenti, schiamazzi.
Le segnalazioni
Le segnalazioni sull’illuminazione carente o inadeguata e sulle telecamere riguardano quasi tutti i quartieri dove i comitati sono presenti o sono attivi gruppi di Sguardo di Vicinato: Santa Maria, San Martino, Sant’Antonio, Porta a Mare, Porta Fiorentina, Riglione, Oratoio, San Giusto, San Marco, Don Bosco, Isola Verde, I Passi, San Rossore, via delle Lenze, La Vettola/San Piero a Grado, Marina, Tirrenia e Calambrone. I dati: assenza o carenza del sistema di illuminazione 58 situazioni; assenza o carenza della videosorveglianza 111; degrado 33. Da aggiungere 9 impianti semaforici da installare o modificare.
La richiesta
«La situazione è intollerabile – aggiungono – e, constatata la difficoltà dell’amministrazione comunale e di altri enti pubblici ad attuare un sistema capillare di controllo con i mezzi finanziari disponibili, i comitati cittadini hanno chiesto di poter installare telecamere anche con il contributo dei privati». Ma «la possibilità di concedere “sgravi fiscali per i privati che installeranno le telecamere di videosorveglianza” (Tari ed ex Tasi) prevista dalla normativa e promessa in campagna elettorale dal sindaco è stata cassata nell’aggiornamento del programma di mandato. Chiediamo a questo punto la revisione di questa scelta per consentire l’avvio di progetti, a carico di residenti, amministratori di condomini, imprese, comitati, concernenti sistemi di sorveglianza in grado di entrare in rete con quelli delle forze di polizia».
Patto sicurezza
La mappatura presentata «è un contributo – proseguono – al progetto di un “Piano di sicurezza urbana”, che il coordinamento sostiene apertamente dal 2018. Risulta che il prefetto stia lavorando con il sindaco per la sua realizzazione. L’ipotesi è quella di sottoscrivere un “Protocollo sulla sicurezza urbana”, che coinvolga istituzioni, enti, esercenti privati, i cittadini, per una civile e pacifica convivenza. Ciascun soggetto si assumerà determinate responsabilità, con lo scopo di assicurare le condizioni minime ed essenziali di vivibilità e sicurezza».
Ztl sui lungarni
Giudizio positivo di comitati e associazione «sulle misure urgenti, in parte già adottate dal sindaco, per contenere il fenomeno della malamovida, come i limiti di orario alla vendita di alcolici e la reintroduzione della Ztl notturna sui lungarni. Quest’ultima non può essere tolta perché indispensabile per i residenti e per la libera circolazione dei mezzi di soccorso, che non possono trovare strade ostruite da tavolini, sedie ed ombrelloni. Tanto più che in materia di modifiche alla Ztl, il sindaco prevede nel suo programma l’accordo tra residenti e commercianti, che in questo caso non esiste».
Vigilanza privata
Importante anche il potenziamento degli steward e dei vigilantes, per ora a carico del Comune, «mentre la città di Firenze – sottolineano – ha ottenuto nel giugno scorso dal ministro dell’Interno Lamorgese un importante sostegno al progetto degli steward anti-movida, utilizzati insieme alle forze di polizia, attraverso il fondo nazionale di sicurezza urbana. Firenze avrà diritto a una quota di 1,5 milioni rispetto ai 15 milioni a livello nazionale disponibili quest'anno. Anche Pisa, che ha problematiche analoghe, dovrebbe chiedere questo finanziamento». —
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