Il Tirreno

Pisa

le ricerche dello studente scomparso 

Altre segnalazioni ma Francesco è introvabile

Libero Red Dolce
Altre segnalazioni ma Francesco è introvabile

L’elicottero al lavoro per tutto il giorno sorvolando la città e le zone limitrofe. Ci si è spostati dalla zona nord verso l’Arno

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Libero Red Dolce

pisa. Di avvistamenti ce ne sono stati parecchi, ma nessuno ha tolto la terribile angoscia che da quasi una settimana staziona nel petto di papà Tonino e mamma Franca. Francesco Pantaleo, loro figlio, 23 anni, è scomparso da sabato 24 e qualche cittadino ha chiamato le forze dell’ordine per dire di averlo visto. Sarebbe meglio parlare di segnalazioni, più che di avvistamenti. Perché nonostante tutto Francesco rimane ancora introvabile.

La giornata di ieri è passata, accompagnata dal rombo del motore di un elicottero in volo sopra i tetti di Pisa, sopra gli alberi di San Rossore e delle campagne circostanti. Quasi a ricordare alla città svogliata per il caldo, e svuotata dall’inizio delle ferie di massa, che qualcosa incrina questa abulia estiva.

Le ricerche stanno andando avanti: mercoledì ci si è concentrati sulla parte nord, ora i soccorritori si sono mossi anche verso l’Arno e altre zone della città. Si stanno controllando anche i fiumi, nella possibilità, si spera solo teorico, che al giovane siciliano possa essere successo qualcosa.

I genitori sono qui da qualche giorno e ieri mattina hanno fatto un incontro in questura per fare il punto della situazione. Ma non è emerso ancora nulla di rilevante.

Le ricerche sono complicate dal fatto che Francesco è un ragazzo come tanti. Un “normotipo” dicono gli investigatori: in forma, giovane, senza segni particolari. E in una città di 90mila abitanti con una popolazione studentesca quasi della metà (anche se ridotta dalla pandemia), le ricerche sono complicate.

È per questo che molte segnalazioni vengono prese con le molle. Più volte sono stati segnalati ragazzi somiglianti, ma le verifiche hanno prodotto un buco nell’acqua.

I familiari sono molto stanchi e provati, temono per il peggio. E continuano gli appelli: «A noi non importa il passato, l’importante è che stia bene, il resto si aggiusta e soprattutto che torni a casa». —

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