Il Tirreno

Pisa

Ieri la prima giornata informativa sul litoraLE 

“I nostri turismi” La Filcams Cgil a fianco dei bagnini e degli stagionali

Sara Venchiarutti
“I nostri turismi” La Filcams Cgil a fianco dei bagnini e degli stagionali

Simona Conti: «Il Covid ha peggiorato la situazione, si firmano contratti e poi le condizioni non sono rispettate»

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Sara Venchiarutti

Pisa. Non basta che ci siano i diritti. Bisogna anche esserne consapevoli per farli valere nei rapporti di lavoro. Soprattutto se si tratta di impieghi stagionali, un mondo già variegato e meno controllabile. E ora, con le conseguenze economiche della pandemia, la situazione è ulteriormente peggiorata non solo nei numeri, ma anche per la qualità occupazionale. Una realtà, quella dei lavoratori stagionali legati alla filiera del turismo, fotografata dalla Filcams Cgil di Pisa, che nella giornata di ieri, nell’ambito dell’iniziativa “I Nostri Turismi”, ha percorso il lungomare di Marina di Pisa per informare, uno stabilimento dopo l’altro, questa tipologia di lavoratori. Bagnini e in generale dipendenti del turismo balneare, ma anche il personale legato alla ristorazione e ai servizi degli stabilimenti. Sono loro il “target”, spesso giovane, a cui i membri del sindacato hanno consegnato una cartellina informativa. All’interno tutto il materiale necessario per la richiesta della Naspi, l'ammortizzatore sociale della disoccupazione, e i contatti a cui rivolgersi per qualsiasi dubbio di natura contrattuale e lavorativa. «Sono diversi anni che portiamo avanti questa iniziativa, che ci vedrà anche il 10 e 24 settembre prossimi a Pisa e Volterra», spiega Simona Conti della Filcams Cgil di Pisa. «I lavoratori e le lavoratrici ormai ci aspettano e noi li incontreremo per evitare che, in un momento già difficile, rimangano anche senza gli ammortizzatori che spettano loro. Come la Naspi, i cui requisiti sono stati modificati su pressione dei sindacati con l’emergenza pandemica. Il Covid», continua, «ha poi peggiorato la condizione del lavoro stagionale. Da questo punto di vista, soprattutto per il turismo balneare, continueremo a monitorare la situazione perché non sempre c’è buona occupazione, sostituita da quella in nero o quella “grigia”, ossia contratti part time che prevedono un numero di ore molto minore rispetto a quelle realmente effettuate dal dipendente. E i lavoratori sono talmente stremati da accettare delle condizioni che normalmente rifiuterebbero».

C’è poi un’altra tendenza che sta preoccupando il sindacato. «Solitamente», continua Conti, «nei mesi primaverili precedenti alla stagione turistica riceviamo tante chiamate dai lavoratori che ci chiedono un controllo dei contratti di assunzione. Nel 2021 invece le richieste sono state pochissime, sintomo di quanto la stagionalità verrà impattata. Una minoranza delle strutture ricettive e turistiche sta ancora attingendo alla cassa integrazione, e quindi non chiamerà stagionali aggiuntivi. Ciò dimostra che le prenotazioni non siano ancora tornate ai tempi ante-covid».

E le maggiori criticità sono riscontrate soprattutto nell’entroterra della provincia pisana. Senza contare la preoccupazione per le varianti, come spiega il sindacato: «In alta stagione il lungomare pisano ha fatto il pienone. Più cauta è la ripresa nei centri interni, che magari registrano il tutto esaurito solo nel weekend. Le criticità si trovano soprattutto nel centro di Pisa, privato di alcuni eventi o del turismo congressuale. Poi le prenotazioni sono quasi tutte con la cancellazione gratuita per monitorare i cambiamenti delle restrizioni anti-covid. E con le varianti del virus nelle ultime due settimane c’è stato un aumento del 40% di cancellazioni, soprattutto sul lungomare pisano». —

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