Il Tirreno

Pisa

Handling, sciopero riuscito con 27 voli cancellati: «No alla vendita»

Danilo Renzullo
Handling, sciopero riuscito con 27 voli cancellati: «No alla vendita»

Aeroporto, ancora proteste e preoccupazioni. «E non era questo il momento di dare i 10 milioni»

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PISA. Incrociano le braccia e puntano il dito contro Toscana Aeroporti e la Regione. Per la quarta volta in tre mesi, ieri i lavoratori del sistema aeroportuale regionale si sono fermati per contestare la decisione di Toscana Aeroporti di cedere alla società romana Consulta le quote di Toscana Aeroporti Handling, il ramo d'azienda della spa aeroportuale toscana addetta alla gestione delle attività di terra negli scali di Pisa e Firenze (453 lavoratori).

Con bandiere, fischietti e striscioni, i lavoratori, riuniti in presidio davanti al Galilei, hanno ribadito il no a quella che definiscono «un'operazione che potrebbe avere effetti devastanti sull'occupazione». Allo sciopero di 12 ore indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl si è aggiunto quello di 8 ore proclamato dall'Usb, che si è riunita in presidio davanti alla Regione. Lo sciopero ha ottenuto un'adesione quasi bulgara, causando la cancellazione di 27 voli tra arrivi e partenze nell'aeroporto pisano.

«Questo è il segno delle preoccupazioni dei lavoratori e di un sentimento che continua a rimanere ostile nei confronti della scelta di cedere la società: sono chiari i rischi occupazionali che ci sono dietro questa operazione», proseguono i rappresentanti dei lavoratori che puntano il dito anche contro la giunta regionale che ha deciso di erogare il contributo di 10 milioni di euro stanziato lo scorso anno a favore di Toscana Aeroporti per sostenere la ripresa e tutelare l'occupazione, “congelato” con l'inizio della trattativa per la cessione del comparto handling. «Non era il momento adatto per erogare il contributo - accusano i sindacati -. Le istituzioni e la politica dovevano pretendere responsabilità da parte dei soci privati di Toscana Aeroporti, ai quali hanno consegnato le chiavi dell'azienda. È chiaramente un errore pensare che si possa tutelare l'occupazione vendendo e scaricando i lavoratori».

Un contributo, quello regionale, che Fratelli d'Italia (FdI) chiede di destinare al mantenimento dei livelli occupazionali e salariali. «La Regione ha dato il via libera all'erogazione di 10 milioni di euro a favore di Toscana Aeroporti: ci aspettiamo che vengano messe in pratica politiche che non siano ispirate al solo profitto - sottolineano il consigliere regionale e il capogruppo di FdI Diego Petrucci e Francesco Torselli -. Servono vere garanzie per i lavoratori: quella aziendale è una scelta sbagliata che li danneggia pesantemente con una vendita ancora più sbagliata visto che si intende ristrutturare l’azienda in un anno difficilissimo per il settore». Contributo che secondo la capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti doveva essere rimesso in discussione. «Nello stesso giorno in cui i lavoratori scioperano contro la vendita di Toscana Aeroporti Handling - accusa Galletti partecipando al presidio pisano - la giunta autorizza l’erogazione di 10 milioni di soldi pubblici: una beffa inaccettabile per centinaia di lavoratori. Si tratta di soldi che una giunta coraggiosa avrebbe rimesso in discussione di fronte alla decisione della società di esternalizzare un servizio strategico per gli scali toscani».

Dopo la chiusura della due diligence, prosegue la trattativa tra Toscana Aeroporti e Consulta per la compravendita del comparto handling. Il via libera all'operazione è subordinato al rispetto delle prescrizioni dettate dall'Enac, che ha invitato il gruppo romano a cedere le attività che attualmente gestisce negli scali toscani per evitare scenari di monopolio. Tutelare l'occupazione e proteggere i lavoratori sono le richieste che arrivano da Elena Meini, consigliere regionale della Lega, che invita le istituzioni «a sostenere adeguatamente e continuativamente i lavoratori e non abbandonarli al loro destino». «Toscana Aeroporti ha chiuso positivamente la valutazione sull’offerta fatta da Consulta, ma restano pesanti le ombre e le incertezze sulla solidità finanziaria ed economica di questa piccola società», sottolinea Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune, che indica nel «ritiro della procedura di vendita dell’handling» l'unica strada per tutelare il futuro lavorativo delle centinaia di addetti.

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