Sicurezza
Si sveglia dopo 48 ore di coma il ragazzo aggredito a Marina
La sorella: «È un piccolo passo avanti ma è dura». Gli amici tifano per “Kiko” Finora nessuno si è fatto avanti con gli investigatori per raccontare i fatti
Federico Lazzotti
Pisa. Federico è sveglio. Dopo due giorni trascorsi in coma farmacologico a causa del pestaggio subito venerdì notte sul litorale di Marina di Pisa dopo aver difeso la fidanzata da un’aggressione verbale, ieri il ventiseienne livornese ha riaperto gli occhi.
«Si tratta di un piccolo passo in avanti», spiega la sorella, che insieme ai genitori da tre giorni vive nella sala di attesa del reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello.
«Ancora – va avanti – i medici non ci hanno detto nulla di più. Solo che la prognosi è ancora riservata e la strada per un completo recupero è lunga e incerta».
Il problema, infatti, riguarda i possibili danni cerebrali che il pestaggio può aver causato all’operaio livornese che lavora nella logistica. «I miei genitori – spiega – stanno aspettando di parlare con i medici. E potete capire da soli in che situazione stiamo vivendo in queste ore».
Il giorno successivo al pestaggio, proprio la sorella di “Kiko” aveva lanciato diversi appelli affinché le persone – si parla di decine di ragazzi – che hanno assistito al massacro del ventiseienne si facessero avanti con gli agenti della squadra mobile che stanno indagando. Poi, dalla speranza, si è passati all’indignazione perché – a quanto pare – nessuno avrebbe avuto ancora il coraggio di raccontare.
E di dare qualche elemento in più agli investigatori per risalire all’identità degli aggressori: si parla di sei sette ragazzi dell’Est Europa.
«C’è un’indagine in corso di cui si sta occupando la polizia – sottolinea la ragazza – e noi abbiamo fiducia nella loro attività. Per noi tutti il pensiero principale riguarda la salute e il recupero fisico di mio fratello. Tutto il resto è l’ultimo dei nostri pensieri».
Di quello che è avvenuto intorno alle 2.20 di venerdì notte si sa che Federico era in compagnia della sua ragazza e stava passeggiando sul litorale quando un gruppo di ragazzi avrebbe cominciato a fare battute e apprezzamenti di cattivo gusto nei confronti della giovane.
A questo punto il fidanzato sarebbe intervenuto scatenando la reazione del gruppo. Che prima lo avrebbe accerchiato e poi massacrato di botte fino a lasciarlo a terra con diverse ferite, la più grave alla testa.
Un episodio che ha indignato e scosso le coscienze, non solo quelle degli amici di “Kiko”. «Mio fratello – conferma – è molto conosciuto dappertutto. È un ragazzo che si fa volere bene. Le testimonianze di affetto che abbiamo ricevuto sono moltissime e ci hanno fatto piacere. Ma ripeto. Adesso l’importante è che le sue condizioni di salute migliorino».
Lo sperano tutti, a cominciare dalla fidanzata che ad oggi resta per gli investigatori la testimone principale per cercare di risalire agli autori. Con la speranza che nei prossimi giorni qualcosa possa muoversi: le coscienze di chi ha visto, le immagini delle telecamere. E magari anche lo stesso giovane.
Perché nel momento in cui le sue condizioni miglioreranno –come si augurano tutti – potrà raccontare quello che è successo. Dare informazioni, particolari che possano mettere gli investigatori sulla strada giusta. —
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