Sicurezza
Spedito da Pisa un proiettile a manager della sanità
Il destinatario è direttore generale dell’ospedale di avellino
pisa. Una cartolina della città con frasi sconnesse, accompagnata da un proiettile. Tutto infilato in un busta spedita da Pisa per raccomandata a un manager della sanità irpina.
Nasce a Pisa e approda ad Avellino l’anima di un’indagine che punta a scoprire l’autore della missiva intimidatoria inviata al direttore generale dell’ospedale Moscati, Renato Pizzuti.
Appena ricevuto il plico, recapitato in ospedale, il dirigente della sanità campana ha avvertito la polizia che, appena sequestrata la busta, ha allertato la Digos e i vertici della questura pisana.
Un’indagine in parallelo tra Pisa e Avellino per svelare il mistero di un episodio che ha turbato, ma non intimidito, il manager sanitario.
La vicenda risale a venerdì mattina.
Nella posta dell’ospedale di Contrada Amoretta arriva un plico per raccomandata, indirizzato al direttore generale della struttura ospedaliera di Avellino. Sulla busta non c’è mittente, solo l’indicazione che proviene da Pisa, con tanto di timbro postale della città.
All’interno del plico una cartolina bianca, a cui è stata attaccato un proiettile di pistola.
Da quello che è stato possibile apprendere sulla cartolina sarebbero state scritte frasi sconnesse e sgrammaticate, probabilmente per evitare di lasciare qualunque tipo di riferimento, che sembrano collegare il motivo dell’atto intimidatorio alla gestione dell’ospedale. Si parla genericamente di «pronto soccorso, medici e infermieri».
Piuttosto scosso per l’accaduto, Pizzuti ha avvertito immediatamente la questura.
L’increscioso episodio arriva all’apice delle tensioni che si sono scatenate sul nuovo atto aziendale preparato dal manager assieme alla Regione, che prevede la soppressione del pronto soccorso del Landolfi di Solofra.
“Saluti da Pisa”, come c’è scritto sulla cartolina, può far pensare anche a un ex paziente del Moscati che si è trasferito in una struttura forse ritenuta migliore, dopo evidentemente una esperienza negativa nell’ospedale di Avellino.
Gli inquirenti non scartano nessuna ipotesi mentre Pizzuti, decisamente scosso dall’accaduto, attraverso una nota stampa esprime «con decisione e determinazione una forte condanna e un grande rammarico soprattutto sulle modalità attraverso le quali è stato minacciato, aggiungendo di non riuscire a comprendere le ragioni che abbiano potuto spingere qualcuno a compiere una tale azione. Ma quanto accaduto – conclude Pizzuti – non comprometterà in alcun modo la mia attività manageriale che continuerò a svolgere con serietà, concretezza, coerenza e trasparenza».
Dal fronte pisano le attività riguardano i controlli sugli uffici postali dove l’autore o l’autrice si sono recati per spedire la raccomandata. —
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