Sicurezza
Dal 24 luglio torna in attività il primo soccorso infermieristico
marina di pisa. Dalle piccole ustioni alle punture d’insetto, medusa o tracina. Ma anche l’estrazione di schegge e di corpi estranei, il primo soccorso oculistico e oftalmico. E poi steccature, bendaggi e collari ortopedici e profilassi antibiotica e antirabbica. Tutti quei piccoli interventi, insomma, per i quali, fino a tre anni fa, in piena estate, dal litorale si doveva correre fino all’ospedale di Cisanello. Con attese a volte snervanti e aumento dei cosiddetti accessi impropri al pronto soccorso. Dall’estate del 2019 non è più così. Quell’intuizione, lanciata diversi anni fa da Paolo Mancini, ex vicepresidente del consiglio comunale e marinese doc, e ripresa dal dottor Francesco Giglioni della farmacia Benini, morto recentemente a causa del Covid, è diventata realtà grazie al punto di primo soccorso infermieristico del litorale pisano: un’intuizione che si è concretizzata grazie a un vero e proprio gioco di squadra. E che torna anche per l’estate 2021, dopo aver superato pure la sfida della pandemia: sarà attivo tutti i sabati e le domeniche dalle 11 alle 19 dal 24 luglio al 30 agosto, eccezion fatta per la settimana di Ferragosto (dal 9 al 15 agosto) durante la quale sarà in funzione tutti i giorni.
Anche quest’anno sarà ospitato nei locali della Pubblica Assistenza del litorale pisano (Lungomare Repubblica Pisana 68), che metterà a disposizione una parte del personale infermieristico necessario. La parte restante, invece, la farà il Gruppo di Pisa del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) che assicurerà altri due infermieri e tre medici che si alterneranno nell’ambulatorio con i volontari della Palp. Possibile anche ricevere prestazioni infermieristiche per pazienti che si trovino in vacanza sul litorale e provvisti di prescrizione medica: in questo caso basterà contattare il 3343028470 e concordare giorno e orario dell’intervento.
Secondo i dati delle ultime due stagioni estive, ci sono stati 371 prestazioni e 360 pazienti curati nel 2019 e 98 nel 2020, nonostante un’estate iniziata in forte ritardo e condizionata dalla pandemia. —
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