Il Tirreno

Pisa

partito l’iter per il cantiere 

Sottopasso di Putignano pubblicato l’atto di esproprio delle aree

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PISA. Passi in avanti effettivi per l’eliminazione del passaggio a livello a Putignano (foto sopra), teatro lunedì di un altro incidente fatale. Il Comune di Pisa ha infatti pubblicato, nell’ambito del “Programma soppressione passaggi a livello”, e in particolare della “Realizzazione di un sottovia carrabile al km 77+826 per la soppressione del passaggio a livello in località Putignano posto al km 78+083», l’annuncio della “Occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio ed occupazione temporanea non preordinata all’esproprio degli immobili privati compresi tra la via delle Bocchette, via Ximenes e via Targioni Tozzetti». Tutto questo finalizzato alla «determinazione in via provvisoria delle indennità».

Dopo l’intesa sottoscritta con Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) si muovono le procedure burocratiche necessarie per arrivare all’apertura del cantiere. In prima battuta, l’operazione consiste nella realizzazione di un sottopasso carrabile lungo via Targioni Tozzetti, ad alcune centinaia di metri di distanza dall’attuale passaggio a livello in via di Putignano. Dove le Ferrovie interverranno, una volta realizzato il sottopasso carrabile, per la costruzione di un sottopasso ciclopedonale per evitare la dividere in due il paese, ipotesi respinta con forza dai residenti.

Nell’atto del Comune, a firma della dirigente Daisy Ricci, si decreta una serie di passaggi. Tra questi che le indennità per occupazione temporanea vengono determinate ai sensi dell’art. 50 del Dpr 327/2001 per un periodo pari a tre anni per le aree soggette ad esproprio e per due anni per le aree soggette ad occupazione per l’esecuzione dei lavori. Gli importi effettivamente spettanti saranno calcolati in base all’effettivo periodo per il quale dette indennità saranno dovute precisando che per ogni mese o frazione di mese verrà corrisposto un importo pari a 1/12 dell’indennità annua».

Si specifica anche che «al proprietario di aree soggette ad esproprio coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale spetterà altresì un’indennità aggiuntiva determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata». E «spetterà un’indennità aggiuntiva al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che, per effetto della procedura espropriativa o della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare del tutto o in parte l’area oggetto di esproprio direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità». —

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