Gioco
L’Italia sul tetto d’Europa con i Chiellini «L’emozione più grande delle nostre vite»
Il timbro di Pisa sull’impresa di Wembley: il direttore sportivo Claudio era a Londra a tifare e sostenere il gemello Giorgio
David Biuzzi
PISA. C’è il marchio di Pisa sull’impresa di Wembley. Con l’Italia che trionfa a Euro 2020 (che si gioca nel 2021 per colpa dello stramaledetto Covid) con una firma in calce che vale come certificato di garanzia: Chiellini.
Già, i Chiellini. Uno sul campo, Giorgio, capitano di una truppa che non ha mai arretrato di un centimetro arrivando a prendersi il trono continentale dopo ben 53 anni (tanti ne sono passati da Roma 1968) di attesa; l’altro, Claudio, a fare il tifo in tribuna tra una telefonata e un messaggio per portare avanti il calciomercato del Pisa. «L’emozione più intensa e importante mai provata a livello sportivo – racconta il direttore ds nerazzurro il giorno dopo, a mente fredda e con la voce bassa e roca di chi, allo stadio, ha urlato per 120 e passa minuti – lo è per i giocatori che erano in campo, lo è per i loro familiari e chi sta loro vicino come capita tra me e mio fratello».
Legame come quello con la città. Che dura da una vita. Da quel 14 agosto 1984, per la precisione, quando i gemelli Giorgio e Claudio vennero alla luce nell’ospedale dove papà Fabio ha lavorato (tanto conosciuto quanto apprezzato) per tanti anni. Gemelli non diversi, i Chiellini. Per l’ovvia somiglianza ma non solo. Le loro vite, in effetti, hanno corso in parallelo per tanti anni. Tanto che dopo la laurea, ovviamente conseguita a Pisa, per un certo periodo è stato anche procuratore del fratello. Poi i 7 anni alla Juventus: Giorgio in campo, Claudio dietro la scrivania. Quindi il recente approdo a Pisa, “benedetto” anche dal capitano della Nazionale, che non ha impedito ai due, però, di essere vicini, il più possibile, anche in questa avventura a Euro 2020.
Come testimonia l’abbraccio, immortalato dalle tv di tutto il mondo, dello scorso 2 luglio a Monaco di Baviera. Giorgio (mostruoso su Lukaku) e l’Italia avevano appena superato (2-1) il Belgio nei quarti di finale; Claudio era lì, sugli spalti del bellissimo stadio di Monaco di Baviera, a lottare e a combattere con il fratello. E la vittoria, limpida, l’hanno celebrata insieme, con quel bellissimo gesto da passare direttamente a uno dei capitoli del libro dei ricordi, quelli belli.
C’era anche domenica, Claudio, a spingere e incitare Giorgio. È partito in tarda mattinata diretto a Londra, ha sofferto e gioito ancora con il fratello ma stavolta insieme all’Italia intera. Il tempo di un saluto, un altro abbraccio (stavolta non ripreso) e poi la partanza di nuovo verso Pisa, dove ieri il ds nerazzurro ha tenuto a battesimo la nuova stagione. Sempre con un occhio, un orecchio e la testa rivolta al calciomercato, agli affari da concludere.
Sotto i riflettori ci è rimasto, giustamente, il fratello. Che con quella coppa alza al cielo di Londra prima, coccolata in albergo poi (ci ha dormito, come mostrato sui social) e infine regalata all’abbraccio dell’Italia al ritorno a Roma. Dove è stato protagonista anche di una commovente dedica allo sfortunato Astori che la dice lunga sul suo spessore umano. Giusto così. Ma sul trionfo resta indelebile la firma Chiellini. E vale anche per Claudio e papà Fabio. —
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