Finanza
Ex Gea, il progetto è considerato non adatto al quartiere
Il gruppo “Diritti in comune” contro il piano presentato dal Gruppo Madonna: sono previsti nell’area un supermercato, parcheggi e un’area a verde
PISA. «Quella sull’ex Gea è una variante che nulla ha a che vedere con l’interesse pubblico». “Diritti in comune” si scaglia contro il piano di recupero dell’ex Gea, l’area di via Emanuele Filiberto Duca d’Aosta di proprietà del Gruppo Madonna destinata a ospitare un nuovo supermercato. Il piano presentato dalla società Cemes punta ad una riqualificazione da concretizzare attraverso l’insediamento di una nuova attività commerciale, un’area a verde attrezzata e la realizzazione di un parcheggio da mettere a disposizione in occasione degli eventi sportivi e non che si svolgeranno nell’Arena Garibaldi rinnovata.
«In occasione dell’approvazione della variante sull’Arena denunciammo che l’inserimento dell’area dell’ex Gea era un’operazione della giunta Conti per dare il via libera a un piano altrimenti non realizzabile – ricorda Francesco Auletta, capogruppo di “Diritti in comune” –. Quell’area non ha nulla a che vedere con la riqualificazione dello stadio, né con l’interesse pubblico. La Cemes aveva infatti presentato una richiesta di variante di destinazione d’uso a fini commerciali con l’obiettivo di realizzare un supermercato. La pratica presentava però numerose criticità e non era andata avanti. Poi il colpo di scena – prosegue Auletta – con la Cemes che presenta un’osservazione alla variante stadio chiedendo nuovamente il cambio di destinazione d’uso dell’area, mettendo sul piatto la disponibilità di qualche posto auto in occasione degli eventi sportivi. L’area è però esterna alla variante per l’Arena Garibaldi e non attiene in nessun modo alla procedura urbanistica in corso; l’osservazione andava respinta e invece in commissione urbanistica la maggioranza ha accolto senza difficoltà la richiesta di Cemes».
Nel piano presentato a Palazzo Gambacorti, la società prevede di realizzare una struttura di vendita di circa 800 metri quadrati e un parcheggio privato nel piano seminterrato accessibile con la rampa esistente su via Filiberto. All’esterno è prevista la realizzazione di ulteriori posti auto e un’ampia area a verde a uso pubblico con un camminamento pedonale per collegare via Filiberto e via Veneto con l’attuale pista ciclo-pedonale lungo le mura urbane. «Nei documenti si legge però che l’area non sarebbe in grado di assolvere a tutte le dotazioni di verde pubblico e di parcheggi previste dalle normative e quindi la motivazione dell’accoglimento dell’osservazione sembrerebbe vanificata – prosegue Auletta –. Come oneri di urbanizzazione, Cemes ha offerto al Comune delle aree verdi su viale delle Cascine per soddisfare gli standard di verde pubblico non realizzabili nella zona di intervento».
«È pensabile che vengano realizzati standard così lontano dalla struttura commerciale a cui fanno riferimento?», si chiede Auletta invitando l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli a riferire in commissione e a «respingere un progetto che andrebbe a inserirsi a ridosso delle mura urbane senza rispondere ai reali bisogni del quartiere». —
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