Il Tirreno

Pisa

I bar “sentinelle” in difesa delle donne

Danilo Renzullo
I bar “sentinelle” in difesa delle donne

Parte da Pisa il progetto “#sicurezzaVera”: i locali pubblici in prima linea per la sensibilizzazione contro la violenza di genere

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PISA. Diventeranno occhi ed orecchie, ma anche luoghi dove promuovere e diffondere la cultura di genere.

Parte da Pisa #sicurezzaVera, il progetto nazionale ideato da Fipe-Confcommercio in collaborazione con il gruppo donne imprenditrici della stessa federazione e concretizzato attraverso un protocollo d'intesa firmato con la polizia di Stato con l'obiettivo di aumentare i livelli di sicurezza delle donne coinvolgendo la rete degli esercizi pubblici attivi sul territorio. Oltre a luoghi di incontro e socialità, bar, ristoranti e locali diventeranno “sentinelle” e posti strategici per materializzare attività di formazione, informazione e sensibilizzazione su un tema, quello della violenza sulle donne, di drammatica attualità.

Pisa è la prima città italiana ad aderire al progetto che, in via sperimentale, sarà esteso entro la fine dell'anno a venti città italiane per poi ampliarlo a tutto il territorio nazionale. Sensibilizzazione e promozione della cultura di genere, del rispetto, del valore della diversità, della condivisione e dell'inclusività i pilastri di un programma che punta a fornire gli strumenti necessari per prevenire, riconoscere e contrastare tutti i tipi di violenze basate sul genere dando ulteriore centralità agli esercizi pubblici.

«Siamo imprenditrici, ma abbiamo anche un grande ruolo sociale», sottolinea Valentina Picca Bianchi, presidente del gruppo donne imprenditrici Fipe, che ha presentato il progetto insieme al prefetto Giuseppe Castaldo, al questore Gaetano Bonaccorso, ad Aldo Cursano, vicepresidente Fipe, Stefano Maestri Accesi, presidente Confcommercio Provincia di Pisa, al sindaco Michele Conti, a Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Provincia di Pisa, all'assessore al commercio Paolo Pesciatini, all'assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno, ad Alessandro Trolese, presidente Fipe Pisa, a Daniela Petraglia, presidente gruppo donne imprenditrici Fipe Pisa, a Virgilio Russo della polizia di Stato, ai magistrati Leonardo Degl'Innocenti e Miriam Pamela Romano, Daniele Santagati, della rete nazionale istituti alberghieri, e alla psicologa Gianna Gabbriellini.

«Troppo spesso gli esercizi pubblici sono considerati come luoghi pericolosi, dove si pensa che sia lecito fare avances spinte alle ragazze che vi lavorano o nei quali un sorriso in più fatto da una donna viene subito interpretato male – prosegue Picca Bianchi –. Sono invece luoghi dove si lavora fino a notte fonda e in cui le donne, titolari o dipendenti, spesso chiudono le saracinesche rimanendo sole in città quasi deserte. Vogliamo ribaltare questi stereotipi e fare dei nostri locali presidi di legalità e sicurezza, creando una rete per promuovere e diffondere la cultura di genere. Il primo passo per farlo è quello di riconoscere i segnali di pericolo: con il supporto della polizia insegneremo a riconoscere questi segnali e come reagire».

Il protocollo impegna anche a realizzare iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione per contrastare la violenza di genere e per fornire gli strumenti di tutele alle vittime.

«Un progetto che migliorerà la nostra città – evidenzia il primo cittadino – per il quale l’amministrazione garantisce l'adesione e il supporto perché la sicurezza è un bene comune che va tutelato».

«Per combattere la violenza contro le donne occorre agire su più piani: educazione, formazione, ascolto, prevenzione e contrasto – aggiunge il prefetto Castaldo –. Questa iniziativa va nella direzione auspicata: la collaborazione di tutti per combattere un fenomeno di cui la provincia di Pisa non è esente».

«La violenza di genere è purtroppo un tema molto attuale – conclude il questore Bonaccorso –. Molti passi in avanti sono stati fatti anche grazie alla collaborazione tra forze dell'ordine, istituzioni e società civile e con questo protocollo si possono ottenere i risultati sperati». —
 

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