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Tumore al polmone sconfitto a Pisa con una tecnica mini invasiva

Tumore al polmone sconfitto a Pisa con una tecnica mini invasiva

Il successo ell’unità operativa Chirurgia toracica, diretta dal professor Marco Lucchi 

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PISA. Una delle modalità più avanzate di intervento di tumore al pomone avanzate è la Vats (Video Assisted Thoracic Surgery / Chirurgia Toracica Video-Assistita) uniportale, attualmente utilizzata in Italia solo da quattro o cinque centri e introdotta a Pisa dal professor Marcello Carlo Ambrogi, dell’unità operativa Chirurgia toracica, diretta dal professor Marco Lucchi.


Ad oggi sono state eseguite dall’équipe di Lucchi (composta, oltre ad Ambrogi, dai chirurghi: Paolo Dini, Stylianos Korasidis, Vittorio Aprile e Maria Giovanna Mastromarino) oltre duecento procedure con la tecnica Uniportale, tra le quali oltre cento tra lobectomie e resezioni polmonari anatomiche. Si sono ottenuti fin da subito ottimi risultati, che sono stati presentati al meeting annuale della Ismics (International Society for Minimally Invasive Cardiothoracic Surgery) e presto saranno pubblicati sulla rivista “Innovations”. Simone Bezzini, assessore regionale alla Sanità, sottolinea come «l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana si dimostri ancora una volta attenta nell’esplorare e percorrere le strade scientificamente più avanzate offerte dal panorama internazionale, per fornire ai pazienti le migliori soluzioni in termini di mini invasività e ottimizzazione dei tempi di recupero».

Lucchi illustra com’è nata e quale sviluppo ha avuto questa tecnica. «Sotto la mia direzione – spiega – è stato dato ulteriore impulso all’adozione della tecnica mini-invasiva video-toracoscopica (Vats) per l’esecuzione di numerosi interventi di chirurgia toracica. E dopo una prima breve esperienza con la più comune tecnica triportale si è deciso di adottare quella che ad oggi costituisce l’ultima evoluzione della videochirurgia toracoscopica, quella in assoluto meno invasiva: la Vats Uniportale». Prosegue Ambrogi: «Questa tecnica si basa sull’utilizzo di un singolo accesso cutaneo di circa 3-4 cm al IV o V spazio intercostale. Viene quindi violato un solo spazio intercostale, e attraverso questo singolo accesso vengono inseriti una telecamera e degli strumenti chirurgici dedicati che permettono di eseguire l’intervento con risultati oncologici sovrapponibili a quelli della chirurgia tradizionale, ma con enormi vantaggi per il paziente su un repentino recupero funzionale e respiratorio, una degenza ridotta così come un ridotto dolore post-operatorio, oltre che un eccellente risultato estetico». —

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