Il Tirreno

Pisa

Tante lacrime e palloncini per l’addio al piccolo Pietro

Stefano Taglione
Tante lacrime e palloncini per l’addio al piccolo Pietro

L’ultimo saluto al neonato morto a quattro giorni 

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Stefano Taglione

Livorno. «Sei stato il nostro più grande amore, un amore che oggi è ancora più forte. In soli sei mesi e quattro giorni assieme abbiamo fissato nei nostri cuori e nella nostra testa i tuoi movimenti, i tuoi sguardi e la tua musica. Ci siamo sentiti i genitori più fortunati del mondo. Pietro sei e sarai sempre nostro figlio. Ti amiamo».

L’ultimo saluto al piccolo Pietro Venditti, morto dopo soli quattro giorni di vita all’ospedale Santa Chiara di Pisa, doveva essere una festa «per conoscerlo e salutarlo», avevano annunciato i genitori. E fuori dalla chiesa dei Salesiani, dove ieri si è celebrato l’addio, lo è stata con i palloncini lanciati in cielo. Ma le parole strazianti ed emozionati lette dall’altare da babbo Antonello Venditti hanno rigato i volti dell’intera folla che ha voluto assistere alle esequie del piccolo, strappato alla vita troppo presto a causa di alcune complicanze pre-parto (è nato prematuro di tre mesi) che improvvisamente, venerdì scorso, ha avuto la mamma Vanessa Mazzi.

In chiesa c’è stato spazio anche per un messaggio della zia Claudia. «Ho avuto il privilegio di vederti dalla pancia della mamma col telefonino – racconta – e avremmo voluto vederti, ma non ce n’è stato il tempo. Dio ti ha voluto con sé perché sei un bambino speciale e nostro Signore ti proteggerà per sempre, ciao piccolo Angelo. Vanessa e Antonello sono delle persone meravigliose a cui voglio tanto bene».

Colma di dolore l’omelia del parroco, che ha preceduto la lettera del babbo e della zia. «Pietro dal cielo ci protegge – ha detto il sacerdote – Ha compiuto il suo viaggio con una scorta di angeli e a quella porta dove c’è San Pietro, con quelle grandi chiavi, non ha trovato un San Pietro dubbioso, ma una porta spalancata». Secondo il sacerdote «la malvagità ha deciso che dovesse morire prima del tempo».

«Comprendo il vostro smarrimento – si è così rivolto ai genitori, che domenica scorsa hanno deciso di battezzare il piccolo in ospedale – Difficile pronunciare le parole ai funerali, ancora più impegnativo quando si parla di un neonato, perché ci vengono in mente tanti interrogativi. Si dice in maniera scontata che la morte fa parte della vita, ma quando tocca i nostri cari non appare così naturale e scontata. La morte che si porta via un figlio, inoltre, è qualcosa che cancella le promesse». —

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