Proteste
Troppi rischi su viale D’Annunzio
Via del Brennero e via Fiorentina le altre arterie con più pericoli
Pietro Pescatore
pisa. La bicicletta al posto dell’auto in città: sarà questa la nuova mobilità dopo il lockdown? La mobilità dolce sembra rispondere alle esigenze attuali e, trasformandola in una buona abitudine, avrebbe effetti benefici sulla nostra salute e sull’ambiente. Si auspica pertanto e sempre più una nuova mobilità che possa garantire allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini.
Purtroppo, però, in questi ultimi giorni Pisa è stata teatro di un gravissimo incidente verificatosi nella zona litoranea di Marina, che ha fatto registrare la morte di un ciclista livornese.
Sulla base di quanto risulta alla polizia municipale, in particolare all’ispettore Maurizio Salvadori, è possibile tracciare una mappa delle maggiori criticità per le bici sul territorio. Innanzitutto, c’è viale D’Annunzio, che non risulta illuminato con le ovvie conseguenze riguardanti la visibilità dei luoghi. Poi, c’è via del Brennero, che è attraversata da un significativo carico di traffico di ogni genere e che, data la tortuosità e la ristrettezza della carreggiata, risulta particolarmente pericoloso per i ciclisti. Inoltre, sono da registrare via Fiorentina, interessata da un’enorme mole di traffico non disgiunta dalla velocità alquanto sostenuta dei veicoli a motore, e, appunto, la strada litoranea, soprattutto nei mesi estivi, quando Marina, Tirrenia e Calambrone si riempiono di turisti, villeggianti e bagnanti.
D’altro canto, non si può sottacere il fatto che parecchi ciclisti nell’attraversare con la bici il centro storico assumono comportamenti non del tutto ortodossi che si sostanziano nella colpevole trasgressione della segnaletica orizzontale e verticale e che provocano svariati incidenti ancorché non mortali e comunque senza serie conseguenze per la salute degli utenti su due ruote.
Volendo ora tracciare una sia pur sommaria statistica degli incidenti che vedono coinvolti i ciclisti, va precisato che nell’ultimo biennio sono stati rilevati dalla polizia municipale un numero di incidenti non superiore a 50. Bisogna peraltro chiarire che nell’anno trascorso la percentuale di incidenti che hanno visto coinvolti i ciclisti è stata fortemente compressa per le disposizioni dovute alla pandemia da Covid-19.
È comunque innegabile che la bicicletta consenta di evitare il traffico delle grandi città e arrivare nel posto di lavoro in orario e di buon umore. Le bici moderne sono sempre più comode, veloci e pratiche, evitano gli ingorghi e consentono perfino risparmi di tempo sulle brevi e medie percorrenze. Per contrastare quindi i problemi del traffico urbano, le città, tra le quali va compresa Pisa, devono sostenere modalità di trasporto non motorizzato, come ad esempio l’uso delle biciclette, delle reti ciclabili e dei collegamenti tra i diversi tratti della rete.
Tra le misure auspicate da più parti figurano: l’ampliamento e il miglioramento delle reti ciclabili e dei collegamenti tra i diversi tratti della rete per rendere tutte le aree accessibili ai mezzi di trasporto non motorizzato; il miglioramento della praticabilità e sicurezza delle piste ciclabili e adattamento delle infrastrutture stradali (ad esempio incroci, attraversamenti, ecc.) e dei segnali stradali per offrire ai ciclisti la precedenza e una maggiore sicurezza; l’offerta di servizi aggiuntivi per le biciclette, quali parcheggi e trasferimenti sicuri e comodi, officine di riparazione, sistemi di noleggio o possibilità di caricare le biciclette sui mezzi di trasporto pubblico; incoraggiamento all’uso delle biciclette elettriche, ad esempio fornendo informazioni, punti di ricarica o incentivi speciali; costruzione della “Casa avanzata per ciclisti” prevista dall’articolo 229 del provvedimento Rilancio.
Che cosa sono le “Case avanzate”? In corrispondenza di un incrocio con semaforo, la “Casa avanzata” è uno spazio riservato alle biciclette, posto davanti alla linea di arresto dei veicoli a motore, che permette ai ciclisti di aspettare il verde in una posizione più visibile agli altri veicoli e, nel caso, poter svoltare per primi.
Infine, ma fondamentale, l’istituzione di appositi corsi di educazione stradale in grado di offrire la conoscenza precisa delle regole del Codice stradale da rispettare ai fini di un’ordinata e sicura circolazione stradale. —
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