Attenzione
«Liberiamo i nostri diritti» il Toscana Pride riempie piazza dei Cavalieri
Quasi 2.000 persone per alzare la voce e chiedere il via libera al Ddl Zan Una bandiera arcobaleno esposta anche sul terrazzo del palazzo del Rettorato
PISA. Risuonano le note di “People have the power” di Patti Smith in una piazza dei Cavalieri ancora piuttosto assolata alle sei del pomeriggio. Nel segno dei colori dell’arcobaleno, quasi in 2.000 si ritrovano sotto lo slogan “Liberiamo i diritti. Facciamo rumore”. Pisa è stata una delle sei città toscane a ospitare ieri un ritrovo del Toscana Pride”, la manifestazione dell’orgoglio con cui le persone lesbiche, gay, bisex, trans, queer, intersex e asessuali tornano a rivendicare i propri diritti, sotto l’organizzazione delle 14 associazioni che fanno parte del Comitato Toscana Pride: Agedo Toscana, Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno”, Arcigay Livorno Lel Libertà e Diritti, Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”, Azione Gay e Lesbica (Firenze), Collettivo Asessuale Carrodibuoi, Associazione Consultorio Transgenere (Torre del Lago), Famiglie Arcobaleno (Toscana), Ireos Comunità Queer Autogestita (Firenze), LuccAut (Lucca), Pinkriot Arcigay Pisa, Polis Aperta, Rete Genitori Rainbow, Arcigay Firenze Altre Sponde.
Un obiettivo, su tutti, è quello di far sentire la propria voce e richiedere l’approvazione immediata e senza tagli del Ddl Zan, il disegno di legge che, riallacciandosi, alla legge Mancino, mira a contrastare i reati di razzismo e prevede il carcere da uno a quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica, intervenendo sull’articolo 604 bis del codice penale. Inoltre, nella parte non repressiva, punta a diffondere una cultura della tolleranza. In più viene istituita una data italiana, il giorno 17 maggio, quale “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”.
«Siamo tornati finalmente in piazza», si sottolinea in apertura degli interventi, in attesa della grande parata prevista a Livorno nel 2022.
Sventolano vessilli e striscioni di Famiglie arcobaleno, Arcigay, Giovani democratici, formazioni studentesche, ci sono rappresentanti dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani, un cartello per Zaki libero. La piazza si riempie soprattutto di giovani e giovanissimi.
Hanno aderito Sinistra Italiana («per costruire un futuro di speranza e inclusione per tutte le soggettività che, sfuggendo alle regole su genere e sessualità, subiscono ancora oggi la cultura eteropatriarcale»), ma anche “Una città in comune” (“per liberare i diritti: autodeterminazione e lavoro, salute, prevenzione e benessere, affettività ed equiparazione delle famiglie, contrasto alla discriminazione e ai diritti umani, educazione alle differenze»). Adesione anche da parte da parte dell’associazione Rosa Bianca Pisa («l’impatto dell’epidemia si è configurato con colpi durissimi all’equità sociale e all’autodeterminazione personale»).
A poca distanza, in lungarno Pacinotti, sul terrazzo del palazzo del rettorato è esposta la bandiera arcobaleno. «Si tratta di un atto simbolico – ha detto Arturo Marzano, delegato del rettore alle questioni di genere e alle pari opportunità - che rimanda alle decisioni prese dall’ateneo nel sostenere e proteggere da discriminazioni soprattutto studenti e studentesse della comunità Lgbt+, a partire dall’adozione di un innovativo regolamento relativo alle carriere Alias che molti atenei italiani stanno prendendo a modello». —
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