Il Tirreno

Pisa

Tracce di un chiostro del XIII secolo e di sepolture medievali

Sara Venchiarutti
Tracce di un chiostro del XIII secolo e di sepolture medievali

Proseguono con successo gli scavi archeologici dell’Università nel giardino della chiesa di San Sisto, nel centro storico di Pisa 

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Un’occasione per aprire una finestra eccezionale sulla storia della città.

E un passato che sta emergendo strato dopo strato, a mano a mano che proseguono gli scavi nel giardino della chiesa di San Sisto, nel centro storico a Pisa, nell’ambito del “San Sisto Project”, il progetto archeologico di durata triennale che dall’anno scorso impegna personale e studenti del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università pisana.

Questa volta sono state rinvenute le tracce di un chiostro del XIII secolo insieme a decine di sepolture medievali. Si conclude così la prima parte delle attività di scavo del 2021, iniziata lo scorso maggio con il patrocinio del Comune e a cui hanno lavorato sessanta studenti di tutte le classi, dai triennalisti agli specializzandi, sotto la direzione del professor Federico Cantini, docente di Archeologia medievale.

Un ottimo banco di prova per i giovani archeologi, mentre è già in cantiere l’idea, situazione pandemica permettendo, di aprire a settembre lo scavo all’intera cittadinanza, con visite che verranno comunicate tramite il sito web del San Sisto Project e i canali social. Anche perché stanno emergendo informazioni importanti per l’area, di antica vocazione politica, e per l’intera storia cittadina. E non solo fino al Basso Medioevo, epoca a cui finora è arrivato lo scavo con i suoi due metri di profondità.

«San Sisto era il tempio civico di Pisa – spiega il professor Cantini –. L’area, con il chiostro riscoperto, era un luogo simbolico, importante a livello religioso, ma anche politico. Qui si riunivano gli anziani della città. In più – continua – le decine di sepolture, collocate sotto la pavimentazione dei loggiati, costituiscono un vero e proprio archivio biologico dei pisani nel Medioevo. E ci sono indizi che ci fanno ben sperare anche per gli strati sottostanti, in particolare per il periodo Alto Medievale, quando qui sorgeva la Corte regia. Ma i reperti vanno più indietro, al periodo romano ed etrusco».

Fondamentale la collaborazione di don Francesco Barsotti, parroco di San Sisto, più che contento di aprire le porte di “casa”.

«A Pisa l’archeologia si fa davvero», sottolinea Marco Gesi, prorettore dell’ateneo per i rapporti con il territorio.

Gli scavi nell’area, che riprenderanno a settembre, sono finanziati col Progetto di Eccellenza del dipartimento di Civiltà e vede coinvolto il suo Laboratorio di Disegno e Restauro, in collaborazione con il dipartimento pisano di Scienze della Terra, oltre all’Istituto Iccom-Cnr di Pisa. —

Sara Venchiarutti

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