Gioco
«Nei racconti del Gallaccio c’era l’anima popolare di Pisa»
Cerimonia alla Pubblica Assistenza per l’ultimo saluto a Malloggi con la canzone dei Gatti Mézzi
Andrea Chiavacci
PISA. Caro Gallaccio, dopo tante risate hai fatto versare qualche lacrima alla tua Pisa. Un saluto commosso, ma non triste. Proprio come avrebbe voluto Luciano Malloggi, deceduto giovedì notte a 85 anni. Mito di una Pisa che per più di sessant’anni ha vissuto nei suoi racconti. Da quelli della Versilia con Mina, Califano e Renato Zero alle avventure con l’Alpino, moto di quell’epoca, alla passione per il culturismo. Fu il primo a farlo conoscere a Pisa. Un centinaio di persone alla breve cerimonia fuori dalla stanza mortuaria della Pubblica Assistenza in via Bargagna. Uno striscione con la scritta “Ciao Gallaccio” e le note della canzone che gli hanno dedicato i Gatti Mézzi. «Con il Gallaccio se ne va l’ultimo di quei personaggi che hanno saputo raccontare attraverso la simpatia e l’ironia il periodo d’oro della nostra città», dice Luca Baglini leggendo una lettera dedicata al Gallaccio. «C’è chi, come me, lo ha conosciuto in palestra a Oratoio quando eravamo ancora bimbetti. Ci prendeva in giro con battute tipo “Bimbo, ma sei venuto a dare il cencio?”. C’è chi lo ha conosciuto per la pesca, vista la sua passione per le cee e i crognoli».
Baglini racconta un mondo che chi ha parlato almeno una volta nella vita con Malloggi conosce benissimo: «C’è chi lo incontrava tutti i giorni a Pisanello per una partita a carte, una bevuta o solo per farci due chiacchiere. C’è chi lo incontrava per strada con la sua bicicletta, lui ti salutava subito e ti diceva semplicemente “grande”». Negli anni Duemila gli amici di Malloggi decisero di aprirgli un profilo Facebook per diffondere il suo pensiero che, come si legge nella lettera, «è diventato leggenda». Baglini s’immagina la giornata tipo del Gallaccio ora che non c’è più: «Risveglio naturale, non prima delle 10 di mattina, cappuccino rigorosamente offerto al bar, giretto a Riglione in bici, pranzo (o come si dice qui desinà), però leggero. Allenamento in palestra con la panca del 21, partita a carte al circolo con bevute e litigi annessi. Poi cena e via verso la Versilia a mostrare l’abbronzatura. Come dicevi te: siamo tutti uguali, ma all’anagrafe». Infine una raccomandazione: «Se lassù incontri qualche politico ricordagli che te nella buca ci sei entrato diritto e non come loro tutti storti e rovinati dagli interessi e dai soldi. Oi oi, ciao Gallaccio». Malloggi riposerà nel cimitero di Putignano accanto ai genitori. –
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