Italia
L’ultimo saluto alla prof Galanti con le voci del Coro dell’Ateneo
Cerimonia nel cortile del palazzo della Sapienza per la docente scomparsa all’età di 66 anni
PISA. «Non ci sono parole per descrivere il vuoto lasciato da un’indimenticabile compagna del nostro viaggio musicale. Ti salutiamo avvolta dall’abbraccio più caloroso di sempre. Grazie per tutto». Le voci del Coro dell’Ateneo, risuonando nel cortile del palazzo della Sapienza, hanno concluso l’ultimo saluto alla professoressa Maria Antonella Galanti, scomparsa giovedì all’età di 66 anni dopo una breve e implacabile malattia.
Durante la cerimonia alla Sapienza, varie personalità dell’Ateneo pisano, a cominciare dal rettore Paolo Mancarella, hanno voluto ricordare con parole sentite e commesse la professoressa Galanti non solo per le sue qualità di docente, ma anche come persona che ha saputo sempre farsi apprezzare.
Ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale al Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, per alcuni mesi è stata anche responsabile scientifica del Polo Musicale del nuovo Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura (Cidic) dell’Università di Pisa.
Nata a Volterra il 28 luglio 1954, è stata prorettrice ai Rapporti con il territorio tra il 2010 e il 2016 e vice direttrice del dipartimento di Filosofia tra il 2004 e il 2010. Nell'ambito della ricerca, si è occupata di educazione permanente, dei comportamenti disadattivi (compresi quelli legati alla patologia psichica), nonché della conflittualità relazionale e sociale e delle problematiche di genere. Ha coordinato dal punto di vista scientifico numerose esperienze di sensibilizzazione e formazione alla cittadinanza attiva in relazione anche alle tematiche della differenza e dell’integrazione.
Cantava da diversi anni nel Coro dell’Università.
Tra i ricordi anche quello dell’assessore di Volterra, Dario Danti: «Ricordo le sue lezioni di pedagogia, con quel taglio profondo e ironico, e i suoi tanti consigli per renderti un buon insegnante. Le sue riflessioni sulla città e su ogni fatto ed evento che accadeva: parlarne con lei ti consegnava sempre una visuale particolare, uno spunto nuovo. E anche la sintonia politica, quei valori e ideali condivisi fondamentali per capire le situazioni e poi prendere le dovute decisioni, con coraggio. In questo senso, ricordo le tante discussioni e le scelte fatte assieme quand’ero assessore a Pisa e lei prorettrice. Di Antonella ti potevi fidare: della sua onestà intellettuale, del suo essere schietta e diretta, della sua dolce determinazione». —
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